Malore in caserma a Clusone, carabiniere 26enne soccorso dai colleghi: è gravissimo

ARRESTO CARDIACO. Trovato in garage privo di sensi. Prima il massaggio cardiaco poi il defibrillatore. Trasportato in elicottero al «Papa Giovanni», è in Terapia intensiva collegato all’«Ecmo».

Lettura 1 min.

clusone

Lo hanno trovato i colleghi privo di sensi sul pavimento del garage della caserma, dove era andato per preparare l’auto prima di uscire di pattuglia per il turno delle 13.

Un carabiniere di 26 anni in servizio da un mese e mezzo al Nucleo radiomobile di Clusone, originario del Salernitano, da poco trasferito dalla stazione di Gandino dove ha lavorato per cinque anni, è stato subito soccorso ed è ora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, collegato all’«Ecmo», il sistema, di ossigenazione extracorporea utilizzato nei casi più critici per supportare cuore e polmoni.

È successo sabato: provvidenziale è stato l’intervento dei colleghi, che gli hanno praticato il massaggio cardiaco e poi usato il defibrillatore in dotazione alla caserma.

Il comandante della compagnia di Clusone, il capitano Maurizio Guadalupi, lo aveva salutato alle 12.10. Il 26enne stava andando in garage a preparare l’auto, prima di pranzare velocemente e iniziare il turno di lavoro con il collega del Norm alle 13.

I soccorsi con massaggio cardiaco e defibrillatore

Alle 12.30 i colleghi lo hanno trovato a terra, non si sa con esattezza a che ora abbia avuto il malore, se siano passati cinque o venti minuti. Era incosciente e gli altri carabinieri, formati per le manovre di primo soccorso e l’utilizzo del Dae, hanno agito con sangue freddo e tempestività: il primo lo ha massaggiato, il secondo è andato a prendere il defibrillatore, mentre il comandante al telefono forniva informazioni all’elicottero del 118 e all’ambulanza. Altri colleghi della stazione sono intervenuti per fornire supporto. L’elisoccorso è atterrato nel campo sportivo di fronte alla caserma, mentre il collega ininterrottamente ha proseguito con il massaggio cardiaco. Il giovane carabiniere, che vive in Val Seriana con la compagna, un maresciallo in servizio a Milano che è subito accorsa, è stato trasferito in elisoccorso al Papa Giovanni. Le sue condizioni sono apparse gravissime fin da subito: è stato collegato all’«Ecmo» ed è ricoverato nel reparto di Terapia intensiva. La prognosi resta riservata e i medici mantengono il massimo riserbo sull’evoluzione del quadro clinico.

I genitori (il carabiniere è figlio unico), che sabato per tutta la giornata si sono tenuti in stretto contatto con il capitano per ogni aggiornamento, si sono messi subito in viaggio per Bergamo e sono arrivati in ospedale in tarda serata. Hanno parlato con i medici che hanno spiegato loro la gravità della situazione. Domenica mattina gli ufficiali della Compagnia di Clusone e Bergamo sono andati a fargli visita: «Il carabiniere è nelle mani dei medici migliori – spiega il capitano Guadalupi – con cui c’è stata una perfetta sinergia e condivisione: ci hanno detto che il nostro immediato intervento è stato fondamentale, ma adesso non possiamo che aspettare l’evolversi della situazione. Siamo tutti vicini a lui e ai suoi familiari».

© RIPRODUZIONE RISERVATA