Miniere di uranio, il maxi-sopralluogo a Valgoglio. I privati: «Progetto che guarda al futuro»

IL PROGETTO . Ministeri, enti locali e agenzie venerdì 10 luglio a Novazza in vista delle decisioni sulle possibili esplorazioni. Il 20 luglio si riunisce la commissione. Il sindaco: «Prima di tutto deve essere bonificata l’area di accesso».

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Assediato da una moltitudine di divise e gilet fluo, caschi e tute da lavoro, ma anche mascherine e stivali di gomma, il sindaco Angelo Bosatelli sembrava un po’ intimorito. Però ci ha tenuto a mettere in chiaro fin da subito le priorità del Comune di Valgoglio a proposito di possibili ricerche legate all’uranio nelle miniere di Novazza: «Quando entrate dal cancello – ha alzato la voce per farsi sentire bene da tutti – guardatevi attorno con attenzione, perché il piazzale così ridotto, pieno di cose abbandonate e posto sotto sequestro, sarà il primo problema da risolvere. Qui non si muoverà un millesimo di roccia se il deposito non sparisce».

Il tema del deposito

Il deposito: uno degli ostacoli tra la società che ha chiesto di effettuare ricerche sul giacimento di uranio di Novazza, la Fei-Futuro energetico italiano (fa capo alla Reveille, quotata in borsa), e il via libera alla Valutazione di impatto ambientale del progetto. Proprio in vista della prima riunione della commissione del 20 luglio, cui spetta decidere l’esito del procedimento, venerdì 10 luglio in cima a via delle Miniere sembrava di essere a un’esercitazione di Protezione civile se non a qualche scenario d’emergenza: auto blu dei ministeri, funzionari e dirigenti di enti e istituzioni, carabinieri pronti a identificare tutti e ad ammonire a non fare video o fotografie, sindaci di Valgoglio e Gandellino (Flora Fiorina) compresi.

Anche perché per poter visitare l’area del deposito, la zona attorno e l’interno delle miniere, si è dovuto fare i conti proprio con la parte sotto sequestro giudiziario, che è posta all’ingresso. L’apertura del cancello delle miniere, quindi, non è stata un’operazione di routine, ma affidata all’ufficiale giudiziario, dopo il riconoscimento persona per persona (carta d’identità alla mano) e l’affiancamento di carabinieri a ogni gruppo che ha compiuto il sopralluogo.

Tanti interessi in gioco

Uno a uno sono passati i rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, con in testa la coordinatrice della sottocommissione Via, l’avvocata Paola Brambilla, la delegazione della Regione guidata dall’ingegnere Filippo Dadone e gli altri. Un elenco che dà l’idea della portata degli interessi ambientali, economici e sociali in gioco: Ministero della Cultura, Parco delle Orobie bergamasche, Provincia, Comuni di Valgoglio, Ardesio, Branzi, Gandellino e Carona, Agenzia regionale protezione ambiente, Autorità del Bacino del Po e Agenzia del Demanio. Non poteva mancare quello che il linguaggio burocratico definisce il «proponente». Appunto la società Fei.

Il progetto

Ha commentato Andrea Cattaneo, bardato di tuta bianca, stivali, elmetto e mascherina: «Il nostro progetto consiste nel futuro energetico italiano, appunto il significato di Fei, la nostra società. Mira al recupero di due importanti depositi di uranio (appunto Novazza e Piateda, in Valtellina). Tutto è soggetto alla Valutazione di impatto ambientale e stiamo facendo ogni passaggio, già cominciati da mesi, come la visita di oggi (venerdì 10 luglio, ndr) delle varie autorità per verificare alcuni punti della nostra Via. Ci sono anche aspetti di carattere sanitario, con una serie di ricerche sulla qualità di acqua, aria e suolo per avere una visione completa che non si aveva da 39 anni».

La mole di lavoro e i nodi da sciogliere paiono davvero imponenti, non soltanto per la questione dell’area deposito. Ma Cattaneo e il resto dell’azienda non sembrano avere fretta: «I tempi sono quelli che detterà il Ministero, l’ente sovrano su questo processo. Siamo pazientemente a rispondere a tutti gli aspetti e alle domande. Non abbiamo una tempistica». Verrebbe da dire che una simile attesa avrà un «premio» di valore adeguato. Però anche su questo il rappresentante della Fei non ha tradito sbavature: «Potremo studiare il potenziale del deposito soltanto quando avremo il completo accesso, anche con strumenti, a queste miniere: capiremo con esattezza quali sono le risorse economiche».

«Il Gruppo a cui apparteniamo – sono state ancora le parole di Cattaneo – è presente in altri siti, ma non minerari. È un importante primo sviluppo, quindi possono seguirne altri qui e in Europa, o nel resto del mondo».

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