Pradalunga, le case non tremano più. Ma non è ancora chiara la causa delle vibrazioni

IL CASO. L’attenzione resta alta: la piena del fiume è l’indiziato numero uno. L’idea di affidare la mappatura del fenomeno.

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La buona notizia è che le vibrazioni non sono più riprese, ma l’attenzione resta alta. A Pradalunga – dopo l’allarme scattato tra il 21 e il 22 ottobre, quando gli edifici di un’ampia zona del paese hanno registrato forti scosse – continua la ricerca delle cause di questo anomalo fenomeno che ha causato una grande paura in paese. Giovedì 5 novembre l’amministrazione comunale è stata in Regione, per partecipare a un tavolo tecnico in cui è stato fatto il punto della situazione e sono stati concordati i prossimi passi.

Le rilevazioni dei sismografi

«Da circa una settimana sono in funzione i sismografi installati in paese: tre si trovano su abitazioni private e due nei pressi del fiume – ha spiegato la sindaca di Pradalunga, Natalina Valoti –. Finora non hanno rilevato fenomeni vibratori ed è un dato positivo, ma resteranno comunque in funzione per tre mesi e settimanalmente avremo aggiornamenti sui dati raccolti».

Le possibili cause

Oltre all’Utr della Regione, al tavolo tecnico hanno partecipato anche altri enti coinvolti, come Uniacque e Arpa. Sulle cause del fenomeno ancora non è stata trovata la quadra, ma «resta sempre sospettato il fiume», conferma la prima cittadina, che sin da subito aveva puntato lo sguardo sulla traversa del Serio, da poco riaperta, come possibile responsabile delle vibrazioni.

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«Le scosse si sono verificate in coincidenza con la piena del fiume, che poi non c’è più stata nei giorni successivi, quando l’acqua è tornata al suo flusso normale – aggiunge –. Al tavolo di giovedì abbiamo discusso la possibilità di eventuali interventi per modificare il flusso della corrente del Serio in prossimità della traversa e per verificare le condizioni del fondo dell’alveo a valle della traversa, con particolare attenzione allo strato di ghiaia presente». Quella del fiume, comunque, resta «un’ipotesi che non è avvalorata da dati certi, nessuno è in grado di accertarlo».

La mappatura

Tra gli obiettivi delle prossime settimane, c’è anche la mappatura delle vibrazioni, per raccogliere ulteriori elementi utili all’indagine. Su questo fronte è emersa anche l’ipotesi di far svolgere a un ente di ricerca delle simulazioni delle situazioni di piena del fiume. «Come amministrazione comunale – conclude Natalina Valoti – abbiamo chiesto a Utr Bergamo di assumere un ruolo di coordinamento delle diverse attività di indagine, garantendo un confronto costante tra tutti i soggetti coinvolti e aggiornamenti periodici sull’andamento delle verifiche. La tutela dei cittadini resta la nostra priorità».

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