«Prof» fino all’ultimo respiro: «Manola aveva una sensibilità unica»

IL LUTTO. Si è spenta a Nembro, dopo una breve malattia, Manola Fenu aveva 54 anni. Venerdì i funerali

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«La tua passione e determinazione nel trasmettere valori, conoscenze e competenze è fonte di ispirazione per tutti noi». Con queste parole l’amministrazione comunale di Nembro rivolgeva la scorsa settimana il suo ringraziamento alla professoressa Manola Fenu, docente di Lettere della secondaria di primo grado del paese. Si trovava già all’hospice, alle battute finali di una lotta breve e dura contro un tumore, mentre i suoi studenti hanno portato in scena «Femminile singolare», spettacolo dedicato a Franca Viola, di cui la prof stessa aveva scritto il copione e seguito i lavori della messa in scena.

All’età di 54 anni si è spenta nella serata di martedì 2 giugno, lasciando nel dolore il marito Carlo Birolini con i figli Betta e Valentino, i genitori Elio ed Eola e il fratello Fabrizio.

«Aveva la luce negli occhi quando parlava dei suoi ragazzi e dei tantissimi progetti che portava avanti con loro» la ricorda Sara Bergamelli, vicesindaca di Nembro, oltre che insegnante al comprensivo di Nembro.

Chi era Manola Fenu

Accanto alle sue lezioni di italiano, storia e geografia, la professoressa Fenu era infatti impegnata in numerose attività: in primis il progetto teatrale (che la portava ogni anno a mettere in scena un musical), ma anche il contrasto al bullismo e cyberbullismo (temi di cui era referente d’istituto) e gli eventi culturali. Proprio per questa sua grande intraprendenza era stata scelta anche per collaborare con l’Amministrazione in vari tavoli di lavoro, diventando di fatto un collante tra Comune e scuola.

I ricordi di chi l’ha conosciuta

«Era molto conosciuta in paese – riprende Bergamelli –. Ha lasciato un segno grande nei giovani, ma anche in tutta la comunità». La scorsa settimana aveva avuto una chiamata direttamente con Franca Viola, la prima donna italiana a rifiutare il matrimonio riparatore. «Anche quando si trovava in hospice si teneva informata sulle attività dei suoi ragazzi: pur essendo in fin di vita ha voluto dare indicazioni su questa messa in scena».

La sua attenzione alle relazioni è la testimonianza più grande che ha lasciato, come ricorda Federica Benigni, insegnante alla scuola primaria di Nembro e mamma di un alunno della professoressa: ne parla come di «una donna fantastica, con un’energia inesauribile», ma soprattutto «attenta alle relazioni con i ragazzi e tra i ragazzi, a cui dava un grande peso».

Nella sua didattica «cercava sempre un modo per arrivare agli studenti, con attività innovative e una grande capacità di farli parlare e scovare quello che apparentemente non riuscivano a dire». «In lei – aggiunge il dirigente Fabio Alberti – prevaleva sempre il desiderio di ascoltare i ragazzi e aiutarli, era straordinaria nell’entrare in situazione e prendersi cura anche dei più difficili. Una professoressa con la P maiuscola, che tutti ricordiamo con dolore».

La definisce «una persona lungimirante, molto attenta ai ragazzi e che amava le sfide» Elena Piccoli, per dodici anni vicepreside dell’istituto di Nembro, che ha continuato a collaborare con i progetti teatrali di Manola anche dopo la pensione: «Aveva una sensibilità unica, era sempre attenta agli altri – prosegue –. Nel teatro non lasciava nulla al caso e sapeva trattare temi complessi con un linguaggio vicini ai ragazzi».

La salma di Manola è composta nella Casa del commiato Zuccarello, in via Stazione. I suoi funerali saranno celebrati venerdì 5 giugno alle 15 nella chiesa parrocchiale di Nembro.

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