Selvino, la sciesopoli può sognare il rilancio: «Qui un museo e casa per anziani»

IL PROGETTO. L’ex colonia venduta per poco meno di un milione a 3 imprenditori del paese. Ma resta l’opzione prelazione per il pubblico. «Sarà riqualificata e continuerà a parlare di accoglienza».

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Selvino

I suoi muri scalcinati hanno perso molto del loro colore originario. Ma raccontano decenni di accoglienza che sarebbe peccato mortale perdere. Ora, il tempo della rinascita per Sciespoli pare arrivato e la notizia sta scritta su un foglio protocollato al municipio di Selvino. Inizia con la parola «Dimissioni», quelle presentate dal consigliere comunale Massimo Grigis, amministratore fin dal 1997 per due mandati durante i quali fu anche assessore ai Lavori pubblici e ora di nuovo in Comune, nei banchi della minoranza.

Lascia perché con la SciesopoliLab Impresa sociale, realtà iscritta al Registro nazionale del Terzo settore e costituita con i due soci Dario ed Ezio Tiraboschi, selvinesi come lui, ha concluso a inizio luglio un’operazione destinata a cambiare le sorti di un angolo importante per Selvino. Si tratta dell’ex colonia che dal 1933 al 1985 ospitò migliaia di bambini e tra loro, dal 1945 al 1948, 800 ebrei. L’immensa struttura (8mila metri quadrati, 17mila compreso il parco verde) è stata loro venduta dal gruppo immobiliare Schiavo di Vallo della Lucania per poco meno di un milione di euro.

«Vogliamo riqualificarla, realizzare al suo interno progetti che continuino a parlare di accoglienza – spiega Grigis –. Tra le ipotesi che stiamo valutando c’è quella di destinare un’ala dell’ex colonia agli anziani, ma vogliamo anche allestire uno spazio museale che racconti la sua storia importante». Altri loro coetanei continueranno a entrare dentro Sciesopoli – è il sogno e l’idea di Grigis, imprenditore nel settore della protezione catodica anticorrosione e dei suoi due soci – per momenti «di formazione: pensiamo a ciò che è stato questo spazio, alla “Scuola Natura” degli ultimi anni, ma anche alla vocazione di colonia, per rinfrancare la salute di tanti bambini».

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