Selvino, la vendita di Sciesopoli rimette in gioco il paese
LE NOVITÀ . Il sindaco: prelazione non esclusa, se ne ragiona da 2 anni. A ottobre si decide. Grisanti: «Bene se rinasce».
Lettura 2 min.Selvino
La notifica dell’acquisto dell’ex colonia Sciesopoli da parte dell’impresa sociale che porta il suo nome, SciesopoliLab, è giunta al municipio di Selvino il 4 agosto ed «è prematuro esprimerci sull’opzione prelazione», fa notare il sindaco Andrea Santopietro. Certo, aggiunge, «sono due anni che stiamo valutando questa possibilità con Regione e ministero» e non è quindi escluso, anzi, «in questi anni c’è sempre stata la volontà di far valere questo diritto». E ora che qualcuno si è fatto avanti per comprare l’ex colonia – che fu attiva dal 1933 al 1985 ospitando migliaia di bambini e tra loro, dal 1945 al 1948, 800 ebrei – si sa il quantum necessario a comprarla: poco meno di un milione di euro.
Resterà quindi alla SciesopoliLab Impresa sociale costituita dai selvinesi Massimo Grigis e Dario ed Ezio Tiraboschi, oppure il pubblico farà il grande passo? «È presto per dirlo – risponde Santopietro –, dobbiamo incontrarci tra noi e incontrare la società per valutare bene», il tutto entro i primi giorni di ottobre, 60 giorni dalla notifica.
«Finalmente»
Intanto in paese e non solo la notizia della vendita di Sciesopoli è stata accolta da più parti con un «finalmente». Lo dice il regista Enrico Grisanti, direttore del MuMeSe (Museo Memoriale di Sciesopoli ebraica): «Penso sia sicuramente una notizia positiva perché ormai da troppi anni l’edificio di Sciesopoli sta aspettando di tornare a vivere – commenta –, proprio come erano tornati a vivere i bambini orfani ebrei tra le sue mura. Se la parola “accoglienza” distinguerà il suo futuro utilizzo, credo sarà il modo migliore per coltivare la memoria di quel luogo».
Le idee
Tra le intenzioni di chi ha acquistato l’ex colonia dal gruppo immobiliare Schiavo di Vallo della Lucania c’è infatti – come ha spiegato Massimo Grigis un paio di settimane fa – di realizzare al suo interno progetti che continuino a parlare di accoglienza, destinando un’ala dell’ex colonia agli anziani e allestendo uno spazio museale che racconti la sua storia. « Come direttore del MuMeSE non posso che essere contento se la prossima sede del museo sarà all’interno di Sciesopoli – continua Grisanti –, il giusto collocamento che ripagherà l’impegno e il lavoro di tante persone e dell’Amministrazione comunale di Selvino e renderà felice l’Associazione Children of Selvino».
Marco Cavallarin, promotore nel 2014 di una raccolta firme per salvare l’ex colonia abbandonata, apprezza «la mancanza di intenti speculativi, ma sarebbe stato meglio – sostiene – che un ente pubblico si fosse fatto carico della storia e dell’edificio. Spero ancora in un intervento di Regione o ministero del Beni culturali. Bene però che il MuMeSe vi venga accolto e valorizzato». Un museo visto nascere – insieme al lavoro di riscoperta e promozione dell’ex colonia – anche da Virginia Magoni, che è stata la prima consigliera comunale ad avere, fino a due anni fa, la delega per Sciesopoli. «Ai tempi, con Grigis avevamo aperto un percorso di coinvolgimento tra il Comune e Regione Lombardia – commenta – per trovare soluzioni sul recupero dell’edificio. Sapevo che dopo il nostro decadimento da amministratori Grigis non si era fermato e aveva proseguito il suo percorso. La notizia dell’acquisto da parte di una società fondata da selvinesi mi ha rallegrata, perché conoscendone i componenti so che agiranno con serietà, passione e attenzione».
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