Val Seriana, 34mila mezzi al giorno e 8 miliardi di Pil. «Ma per questo traffico la 671 è inadeguata»
VIABILITÀ . Gli imprenditori e la viabilità sull’ex statale. Fantoni: «Con i ritardi accumulati perdiamo anni di vita. La proposta che davvero sarebbe risolutiva è quella di un collegamento a due corsie da Clusone fino all’A4».
Lettura 2 min.«L’impressione è che sia tutto fermo. Ma noi restiamo in attesa di risposte». Tino Piccinali, di «Scame», non si arrende. E con lui i tanti imprenditori della Val Seriana che, al pari dei pendolari, si trovano quotidianamente a fare i conti con i disagi della viabilità sulla 671. E, dopo l’ennesima doccia fredda legata alla notizia giunta da Anas per cui il semaforo di Colzate non potrà essere spento, la Val Seriana torna a farsi sentire.
«Serve incontrarsi di nuovo con i sindaci e i consiglieri regionali, per ridiscutere gli interventi che avevamo individuato per i diversi punti critici della viabilità della valle – tuona Piccinali –. L’uscita al Portico a Gazzaniga, per esempio, sta diventando sempre più un problema, causa code forse ancor più del semaforo di Colzate». Tra colonne giornaliere e blocchi legati a incidenti sempre più frequenti, Attilio Fantoni, della «Cosmet » (azienda con sede a Clusone), fa notare che «abbiamo problemi sempre più gravi. I dati parlano di 34mila veicoli al giorno, in una valle che produce 8 miliardi di Pil.
È evidente che la strada attuale è inadeguata. Basti pensare che all’incrocio di Ponte Selva, dove si creano sempre code, passava già mio nonno con il carretto, un secolo fa, e passano ancora i miei figli». Numeri alla mano, sottolinea come «noi abbiamo almeno tre o quattro mezzi al giorno che da Clusone scendono a Bergamo: impiegano mediamente un’ora e un quarto, mezz’ora di più sia all’andata sia al ritorno di quello che sarebbe necessario con una strada scorrevole. Moltiplicando questa ora in più per circa 220 giorni lavorativi all’anno, è evidente che si perdono anni di vita su questa strada».
La soluzione proposta
Il problema – sottolinea Fantoni – è perenne: «A differenza di quanto avviene in altre zone, da noi c’è il problema del traffico sia nei giorni feriali per gli spostamenti lavorativi sia nel fine settimana per il turismo. Dobbiamo impuntarci e chiedere di più». La proposta che davvero sarebbe risolutiva è quella di «una strada a due corsie che colleghi Clusone all’A4. Genererebbe un processo inverso allo spopolamento che stiamo vedendo: tanti stanno pensando di spostarsi dalle città per il caldo, la poca sicurezza e i ritmi veloci della vita urbana; se si risolvesse il problema della viabilità, molti verrebbero a vivere qui». Anche Silvia Ferri, leader della rete di «Minuscoli», oltre che presidente dell’associazione di imprenditori «Orobie style», fa notare: «Il problema c’è, non ci nascondiamo. Noi abbiamo un’attività in Città Alta e quando apriamo il negozio alle 7 dobbiamo partire da Clusone alle 5,40, altrimenti rischiamo di restare bloccati nel traffico».
Anche per gli spostamenti interni alla valle, «abbiamo dipendenti che immancabilmente arrivano in ritardo perchè trovano incidenti o code, non quotidianamente ma quasi»
Anche per gli spostamenti interni alla valle, «abbiamo dipendenti che immancabilmente arrivano in ritardo perchè trovano incidenti o code, non quotidianamente ma quasi». Che di novità in vista a breve termine non se ne vedano lo conferma il presidente della Comunità montana della Valle Seriana, Giampiero Calegari: «Per ora non abbiamo niente di nuovo». Ma in agenda ci sono due incontri con Anas su due temi specifici. «Ci incontreremo con Anas nazionale per capire a che punto sono con il progetto della Curve della Selva – spiega –. Eravamo d’accordo che ci saremmo incontrati tra fine settembre e inizio ottobre per un aggiornamento, per capire a che punto è il progetto». Ancora, per il semaforo di Colzate, dopo la sperimentazione della primavera scorsa: «Avremo per questo una riunione con Anas regionale, che ha sottolineato come la presenza di diverse realtà aziendali in zona non permette di eliminare il semaforo». Calegari comunque ribadisce che «non ci scoraggiamo, andiamo avanti a lavorare su tutti i punti critici della 671».
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