«BG+», il valore della partecipazione per ragazzi e ragazze
IL PROGETTO. I progetti per l’estate promossi da Bergamo per Giovani e Csv. L’assessora Marchesi: un percorso educativo fra incontri, responsabilità e nuove scoperte.
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Quando le scuole chiudono, per molti ragazzi si apre un tempo nuovo, uno spazio tutto da vivere. E da riempire con vacanze, libri, incontri e feste, scoperte, magari un lavoretto e perché no anche con qualche settimana di volontariato. È a quest’ultimi che si rivolge BG+, il progetto ormai storico promosso da Bergamo per Giovani e Csv Bergamo ets che mette in contatto ragazze e ragazzi tra i 14 e i 25 anni con associazioni, cooperative sociali ed enti del territorio, «offrendo loro - commenta Marzia Marchesi, assessora alle Politiche giovanili del Comune di Bergamo - la possibilità di scoprire il valore del volontariato, della partecipazione e dell’impegno verso la comunità».
L’obiettivo «non è semplicemente occupare il tempo libero, ma creare un percorso educativo fatto di incontri, responsabilità e nuove scoperte», prosegue. «Attraverso le attività proposte, i giovani possono mettersi alla prova, imparare a collaborare, conoscere realtà diverse dalla propria e comprendere quanto il contributo di ciascuno possa essere prezioso per il benessere collettivo. Aiutare gli altri - sottolinea sempre Marzia Marchesi - significa anche conoscere meglio se stessi, sviluppare nuove competenze e costruire uno sguardo più consapevole sul territorio in cui si vive. BG+ rappresenta un’opportunità preziosa perché mette in relazione i giovani con una comunità ampia e accogliente: associazioni, enti, realtà educative e amministrazioni che insieme costruiscono un tessuto di solidarietà e partecipazione.
Le tante attività, in ambito educativo, culturale, artistico, sportivo e nella cura degli spazi comuni, permettono ai ragazzi e alle ragazze di sperimentare concretamente il valore della collaborazione e il senso di appartenenza a un territorio». L’esperienza è sempre anticipata da un incontro preliminare e da uno finale di rilettura. Le proposte, ambientate tra Bergamo e i Comuni dell’Ambito 1 (Gorle, Orio al Serio, Ponteranica, Sorisole e Torre Boldone), sono diverse tra loro.
Un tratto comune
Eppure condividono un tratto comune: non chiedono competenze particolari, quanto piuttosto un po’ di disponibilità, curiosità e la voglia di mettersi in gioco. Per qualcuno significa affiancare educatori o volontari nelle attività quotidiane, per altri contribuire all’organizzazione di iniziative o conoscere realtà che fino a quel momento erano rimaste ai margini della propria esperienza. «Durante le ultime due settimane di giugno – dice Giacomo Bondi, 15enne di Bergamo e liceale del Mascheroni - ho svolto il mio servizio ad Arte x i Cre, iniziativa sostenuta dalla Fondazione Adriano Bernareggi, dove ho dato una mano con l’organizzazione delle attività e del materiale per gli oratori che venivano a trovarci da tutta la Bergamasca». L’esperienza gli ha consentito di conoscere «molte persone simpatiche» e di relazionarsi con loro «più facilmente». Il bilancio? Sicuramente «positivo», tanto che il desiderio «è quello di ripetere l’esperienza il prossimo anno».
Anche i numeri raccontano il successo e la vitalità del progetto. Nell’estate 2026 hanno aderito 163 giovani, accolti da 26 realtà del territorio. Per queste aprire le porte a un giovane non significa soltanto ricevere un sostegno. Rappresenta un’occasione per trasmettere valori e visioni, per costruire relazioni che spesso sono destinate a durare.
Tornate dopo l’avventura
«Quest’anno da noi arrivano quindici ragazzi e ragazze. Di questi, tre sono tornate dopo l’avventura dello scorso anno. Per noi - spiega Viviana Magoni, che si occupa per il Teatro Caverna di seguire e organizzare i volontari - è sempre un’occasione bellissima, preziosa. I giovani ci affiancano nei laboratori che proponiamo ai bambini all’interno del nostro centro ricreativo estivo che ha un sapore culturale e non prevede competizioni a squadre. Giocano con loro ma sono anche un valido supporto nei momenti più destrutturati. Sono uno più bravo dell’altro. E credo che anche per i piccoli siano un bel modello, qualcuno a cui ispirarsi crescendo».
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