In estate donazioni in calo. Avis: «Ma il sistema tiene»
IL BILANCIO. A luglio dati inferiori rispetto all’anno scorso, la raccolta resta comunque in positivo. Guerini: «Il caldo non aiuta, speriamo in una ripresa».
Lettura 2 min.
Un classico dell’estate è la diminuzione delle donazioni di sangue. Pesano, di solito, motivi organizzativi tipici di ogni famiglia in questo periodo, come le frequenti partenze per le ferie. Oppure, con le ondate di caldo torrido che si susseguono e possono causare una diminuzione della pressione sanguigna (la quale, oltre certi livelli, esclude la possibilità di donare), c’è chi non si fida, ma in fondo a torto, perché, come raccomanda l’Avis, l’associazione dei volontari del sangue, basterebbe idratarsi e alimentarsi correttamente. Eppure, la richiesta di sangue per operazioni chirurgiche, trasfusioni e terapie, o di plasma per ottenere farmaci emoderivati, è sempre alta e non va mai in vacanza: ogni giorno sono 1.800 in tutta Italia i pazienti che hanno bisogno di una trasfusione. E l’Avis , da sola, con quasi due milioni di sacche di sangue all’anno, copre il 70% del fabbisogno trasfusionale.
«Siamo attenti, non preoccupati»
Le difficoltà estive della raccolta trovano conferma anche quest’anno su base territoriale. «Il mese di luglio non è andato benissimo – conferma Roberto Guerini, presidente dell’Avis provinciale di Bergamo – abbiamo raccolto meno sangue e meno plasma rispetto al luglio 2025. Comunque, globalmente, siamo sempre in positivo rispetto allo scorso anno. Agosto è un mese ancora più critico, ma noi speriamo in un agosto buono, cioè migliore di un anno fa. Le prenotazioni ci sono. Vedremo come va». Il quadro, secondo le ultime cifre fornite dal servizio statistiche dell’Avis provinciale, è attraversato da ombre, quelle di luglio, appunto; ma anche da luci, perché complessivamente la raccolta «tiene». Guerini infatti dice: «Siamo attenti, ma non preoccupati e non facciamo allarmismi. Le scorte di sangue intero ci sono. Del resto, il Dmte del “Papa Giovanni” (la direzione medico-trasfusionale, ndr) conosce benissimo le dinamiche e accantona le scorte necessarie». Dinamiche tipiche del periodo, del resto: «Il caldo non aiuta», ammette Guerini.
I dati
Nello scorso mese di luglio, nella bergamasca, ci sono state 99 donazioni di sangue intero in meno rispetto al luglio di un anno fa, e 16 donazioni in meno di plasma in aferesi. Un calo che si ritrova anche nei dati forniti dall’Avis comunale bergamasca (4.296 donatori attivi, contro gli oltre 37 mila della provinciale, per 7.400 donazioni nel 2025), secondo cui a luglio ci sono state 611 donazioni complessive, 390 di sangue intero e 221 di plasma, contro le 665 del 2025. Ma alle ombre, proprio per fugare allarmismi, si contrappongono appunto le luci. Nei primi sette mesi di quest’anno, dal 1° gennaio al 31 luglio, l’Avis provinciale di Bergamo, con la sua unità di raccolta a Monterosso, le nove locali (Calcinate, Clusone, Ponte San Pietro, Gazzaniga, Romano di Lombardia, San Giovanni Bianco, Sarnico e Trescore), e le strutture ospedaliere del territorio hanno raccolto complessivamente 25.645 donazioni di sangue intero, contro le 25.688 del 2025. «Solo» 43 in meno, ecco perché Guerini parla di sostanziale «tenuta». Nello stesso periodo, le donazioni di plasma in aferesi sono state 10.938 contro le 10.319 del 2025, dunque con un saldo positivo di 619.
Bilancio annuale in positivo
Luglio è stato «basso», insomma, per il plasma, ma non così basso da invertire un trend positivo dovuto forse, almeno in parte, alla campagna di sensibilizzazione attualmente in corso (soprattutto sui social) e allo «spostamento» dal sangue al plasma proposto ai donatori e da loro accettato: il tema è cruciale, perché sulla raccolta di plasma, materiale biologico preziosissimo sia per le emergenze sia per la realizzazione di farmaci salvavita, in Italia non c’è autosufficienza (occorre comprarlo all’estero), che invece c’è per il sangue intero. Che ci sia una tenuta a livello provinciale è poi dimostrato da numeri complessivi. Le donazioni totali, nei primi sette mesi di quest’anno, tra l’Avis e (in misura minore) gli ospedali sono state 36.583, contro le 36.007 del 2025 (+576), e dunque sono un buon viatico per pareggiare almeno, in prospettiva, le oltre 61mila donazioni di sangue (tra intero e plasma) totalizzate l’anno scorso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA