Lallio, dai volontari cura e promozione di un grande tesoro
LA STORIA- L’associazione Amici di San Bernardino è nata nel 1988 ed è impegnata nella ricerca di fondi, interventi di restauro e a far conoscere e vivere la bellezza della storica chiesa.
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«Una delle prime volte in cui sono entrata nella chiesa di San Bernardino ho provato a mettermi nei panni di una contadina del Cinquecento», racconta Paola Morganti, da oltre dieci anni presidente dell’associazione Amici di San Bernardino ets. «Ho immaginato una donna che, entrando in quel luogo, portava con sé angosce, paure, miseria e fame. Credo che, varcando la soglia della chiesa, potesse ricevere un’incredibile energia vitale». La chiesa di San Bernardino, a Lallio, è conosciuta come la «Sistina bergamasca», grazie ai 99 affreschi che ne impreziosiscono le pareti. Fu una delle prime chiese dedicate a San Bernardino, canonizzato nel 1450.
La storia
Costruita grazie all’importante lascito testamentario di un benefattore del luogo, venne progressivamente arricchita fino ad assumere l’aspetto che conserva ancora oggi. Proprio il ritrovamento di quel testamento segnò l’inizio del legame di Paola Morganti con l’associazione. «Negli anni Novanta alcuni membri mi chiesero aiuto per la ristampa di un libro sulla chiesa», racconta Morganti. Durante le ricerche fu proprio lei a rintracciare presso l’Archivio di Stato il documento del benefattore che ne aveva finanziato la costruzione. «Se ne conosceva l’esistenza, ma fino ad allora nessuno era riuscito a trovarlo», prosegue. Dopo l’epoca napoleonica parte del patrimonio della chiesa andò disperso e la proprietà dell’edificio passò alla parrocchia. All’inizio del Novecento, con la costruzione di una nuova chiesa parrocchiale, San Bernardino cadde progressivamente in disuso. Negli anni Ottanta la chiesa rimaneva ormai spesso chiusa e mostrava evidenti segni di deterioramento. Proprio per contrastarne il declino, nel 1988 nacque l’associazione Amici di San Bernardino. Da allora, i volontari si sono impegnati nella ricerca di fondi e nella promozione di numerosi interventi di restauro, sia strutturali sia relativi all’apparato decorativo.
Rassegna di arte e musica
Il progetto, finanziato tramite il bando Microprogetti 2026 dalla Fondazione della Comunità Bergamasca, coinvolgerà esperti di comunicazione aumentativa ed enti come l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Bergamo
Accanto alla tutela dell’edificio, l’associazione lavora per far conoscere e vivere la bellezza della chiesa attraverso eventi, concerti e iniziative rivolte alla cittadinanza e alle scuole. Tra gli appuntamenti più noti figura la «Rassegna di arte e musica antica», che si svolge principalmente nel mese di maggio e propone concerti dedicati alla musica rinascimentale e barocca. «Ai concerti cerchiamo sempre di affiancare un progetto rivolto alle scuole del territorio», sottolinea Morganti. Attraverso visite guidate, laboratori dedicati alla tecnica dell’affresco e attività sonore, studentesse e studenti possono immergersi nell’atmosfera della chiesa e sperimentarne in prima persona il valore artistico. L’obiettivo è quello di mantenere vivo il patrimonio custodito in questo scrigno. Così, anche nel mese di agosto, San Bernardino continua ad accogliere visitatori, con aperture e visite guidate la prima e la terza domenica del mese. Un vero presidio culturale, che non si ferma con il caldo e guarda alle sfide all’orizzonte. «Il prossimo anno dedicheremo particolare attenzione all’accessibilità e al coinvolgimento delle persone con disabilità». Il progetto, finanziato tramite il bando Microprogetti 2026 dalla Fondazione della Comunità Bergamasca, coinvolgerà esperti di comunicazione aumentativa ed enti come l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Bergamo.
«Si dice che la bellezza sia negli occhi di chi guarda, ma quando un’opera riesce davvero a raggiungerti, la sua forza è incredibile»
Migliorare l’accessibilità
Saranno predisposti materiali in Braille e contenuti audio, con l’obiettivo di rendere la storia e il patrimonio della chiesa accessibili a tutte e tutti. In questo modo, gli Amici di San Bernardino raccolgono e rilanciano l’ambizione più profonda della chiesa e dei suoi affreschi. «San Bernardino offriva conforto, energia e forza per continuare a vivere, per andare avanti», osserva Morganti. Ed è proprio questo, in fondo, il potere dell’arte: «Si dice che la bellezza sia negli occhi di chi guarda, ma quando un’opera riesce davvero a raggiungerti, la sua forza è incredibile», conclude la presidente.
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