L’associazione Capannelle onlus: dal monitoraggio dell’avifauna tutela dell’ambiente
L’ASSOCIAZIONE. Il gruppo nel Parco del Serio identifica gli uccelli. La presidente Giuditta Corno: la loro presenza o diminuzione racconta la salute degli habitat.
Studiare gli uccelli per capire lo stato di salute dell’ambiente e sensibilizzare cittadini, giovani ed enti alla tutela della biodiversità. È questo l’obiettivo dell’associazione Capannelle onlus, realtà attiva nel Parco del Serio e presieduta da Giuditta Corno, nata ufficialmente nel 2006 dalla volontà di un gruppo di soci fondatori già impegnati in attività di monitoraggio scientifico dell’avifauna: «Si occupavano di inanellamento sul territorio - spiega la presidente - finché si è capito che l’area di Capannelle, frazione di Grassobbio, era quella più adatta per portare avanti in modo efficace questo tipo di azione». Da qui il nome dell’associazione e l’avvio di un impegno che prosegue. L’attività principale è l’inanellamento scientifico degli uccelli, una tecnica di monitoraggio utilizzata da oltre un secolo in tutto il mondo.
Si tratta di catture temporanee effettuate con speciali reti poco visibili e morbide che non causano danni agli animali, montate all’interno della vegetazione. Gli uccelli vengono poi identificati e marcati con un piccolo anello metallico: «È una tecnica di monitoraggio che permette di raccogliere dati e informazioni - spiega Corno -. Gli uccelli sono ottimi bioindicatori, vere e proprie sentinelle dell’ambiente: la loro presenza o diminuzione ci racconta lo stato di salute degli habitat che frequentano». Dopo la cattura gli animali vengono temporaneamente posti in sacchetti di cotone traspirante per ridurre lo stress e successivamente sottoposti a misurazioni. «L’anellino metallico applicato sulla zampa contiene un codice univoco che diventa una sorta di carta d’identità dell’individuo per tutta la vita - chiarisce la presidente -. Grazie alla ricattura o alla rilettura dell’anello è possibile ricostruire rotte migratorie, movimenti e dinamiche delle popolazioni, sempre con l’obiettivo di tutelare gli ambienti che frequentano».
Il monitoraggio consente di leggere i cambiamenti ambientali in corso: «Oggi nei contesti fortemente antropizzati, come lo è il nostro territorio, si osservano trend negativi per le specie che frequentano le aree agricole e le zone umide, che sono gli habitat più a rischio», sottolinea Corno. I dati raccolti seguono protocolli scientifici standardizzati. L’associazione svolge queste attività sotto il coordinamento dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, e del Muse, Il Museo della Scienza di Trento. L’associazione opera in convenzione con il Parco del Serio, fornendo dati e informazioni utili alla gestione del territorio, e garantendo un’attività di educazione ambientale, rivolta al pubblico ma anche alle scuole. Si occupano inoltre di «piccoli interventi di ripristino, come la creazione di stagni e piccole zone umide, o la piantumazione di siepi, perché operiamo anche all’interno di un’area della Cava Capannelle srl», precisa. I volontari attivi sono una decina, spesso con formazione scientifica in ambito naturalistico o biologico, ma non mancano appassionati provenienti da altri percorsi formativi: «Certo, non ci si improvvisa inanellatori - precisa Corno - servono anni di pratica ed esami complessi. È un volontariato altamente specializzato, mosso soprattutto dalla passione. Cerchiamo di diffondere una cultura di stampo naturalistico, che purtroppo in Italia è ancora poco diffusa».
Fondamentale è il messaggio educativo rivolto ai cittadini, così come alle giovani generazioni: «Siamo immersi in una matrice antropizzata e abbiamo generato squilibri molto grandi. Quando entriamo in natura dovremmo farlo sempre in punta di piedi. Spesso - conclude - sottovalutiamo l’impatto dei nostri comportamenti quotidiani».
© RIPRODUZIONE RISERVATA