Volontariato / Valle Seriana
Sabato 10 Gennaio 2026
«We Care», azioni per imparare e costruire
IL RICONOSCIMENTO. Al gruppo dell Valle Seriana è stato assegnato il premio nella categoria giovanile.
Un gruppo giovane, informale e in movimento, nato dal desiderio di riscoprire il territorio e rimettere al centro relazioni, prossimità e solidarietà. È We Care, realtà della Val Seriana che ha ottenuto il riconoscimento del premio «Bergamo Terra del volontariato» nella categoria giovanile.
A raccontare la traiettoria del gruppo sono due volontari: Letizia Bombardieri, 25enne di Leffe, e Nicolò Mologni, suo coetaneo di Nembro, entrambi parte di un’esperienza che in poco tempo ha iniziato a generare legami e partecipazione autentici. «Siamo nati circa un anno fa - spiega Bombardieri - grazie al bando Imagine delle Acli e da una rete di amici e amiche storiche che, dopo esperienze in giro per il mondo, si sono ritrovati in Val Seriana. C’era voglia di tornare sul territorio e riscoprire alcuni valori fondanti per la comunità». Il «metodo» di «We Care» è semplice e concreto: un percorso annuale che intreccia incontri, volontariato sul campo e momenti di approfondimento: «Ogni mese ci siamo legati a una realtà che si occupava di un tema o di un target specifico - racconta sempre Bombardieri -. L’idea era sporcarci le mani, entrare in contatto e imparare facendo».
Accanto all’azione, però, c’è anche un lavoro più interno: crescere come gruppo e come persone, imparando a leggere dinamiche sociali, relazionali e personali. La partecipazione intanto resta libera, non vincolante: ai sabati mensili prendono parte una trentina di persone, con un nucleo più affezionato e presenze che cambiano di volta in volta. Anche l’organizzazione è aumentata: «A proporre il progetto a Imagine eravamo in 7. Oggi siamo circa 15», proseguono i due volontari. Tra le novità di quest’anno un’attenzione maggiore alla formazione: spazi strutturati e realtà competenti, per capire limiti, contesti e significati dei temi affrontati. In autunno 2025, per esempio, il gruppo ha scelto di dedicare tre mesi all’accoglienza.
Nuove consapevolezze crescono di settimana in settimana: «Mi sono resa conto che l’idea di una valle senza spazi o senza energie positive era sbagliata - rivela Bombardieri -. Più ti guardi intorno, più ti muovi, più emergono realtà bellissime, spesso poco visibili. Rispetto ai giovani, poi, credo si possa dire che hanno tanta voglia di iniziare processi condivisi e di camminare insieme, senza esigere risposte precise». Mologni è d’accordo: «La semplicità con cui si riesce a stare insieme e condividere valori è potentissima». E per il 2026? «We Care» continuerà con lo stesso stile informale, aperto a tutto ciò che circonda il gruppo e attento - conclude Bombardieri - a non chiudersi in bolle». Dopo il ciclo sull’accoglienza, da gennaio inizierà un percorso dedicato alla marginalità, con un focus anche sul carcere.
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