«Il fondo, spirito autentico della nostra comunità»
Don Giuseppe Navoni, parroco di Palazzago

«Il fondo, spirito autentico
della nostra comunità»

Anche Palazzago partecipa all’iniziativa della diocesi. Don Giuseppe Navoni:
«Chiesa, parrocchia e la realtà delle persone entrano in relazione e aprono un dialogo sulla vita concreta».

Sono le parrocchie a rappresentare il primo contatto per l’accesso al fondo «Ricominciamo insieme», istituito dalla Diocesi durante il periodo dell’emergenza Covid-19 in collaborazione con la Caritas bergamasca e il sostegno di Intesa Sanpaolo. Le famiglie o le persone sole che in questi mesi hanno perso il lavoro e si sono trovate a dover affrontare le spese per i bisogni primari hanno avuto dai loro parroci le indicazioni su come poter inviare la richiesta per ricevere il contributo.

Don Giuseppe Navoni, parroco di Palazzago, racconta l’esperienza della sua comunità, composta da circa 3.800 persone. In parrocchia è stata subito avviata la fase informativa per far conoscere questa possibilità che raggiunge i nuclei con entrate mensili inferiori a 400 euro a persona. La comunicazione è passata attraverso tutti i canali, dall’avviso al termine delle celebrazioni, alle indicazioni sui fogli distribuiti, all’informazione online. Attraverso una persona referente della parrocchia e un gruppo territoriale si ricevono le informazioni necessarie e viene effettuato un primo vaglio per verificare che sussistano tutte le condizioni richieste per poter accedere al contributo. «Ho avuto la possibilità di incontrare alcune famiglie, ascoltando le difficoltà che stanno cercando di superare in questi mesi – racconta don Giuseppe –. La perdita del lavoro ha mandato in tilt l’economia familiare. C’è bisogno di vicinanza ma anche di aiuto concreto».

Già due famiglie ad agosto hanno ricevuto la prima delle tre mensilità del sussidio e per altre è in corso la fase di accertamento dei requisiti. «Ho percepito un’attenzione positiva verso questa iniziativa della Diocesi. È stato un modo significativo con cui la Chiesa ha scelto di esserci in questa fase di ripartenza. L’aspetto che più ha colpito è che il fondo sia stato costituito con l’apporto di diverse realtà e che molti sacerdoti, rispondendo all’invito del vescovo, hanno offerto a tale sostegno tre mensilità. L’aiuto non esaurisce le necessità, affronta l’emergenza, ma rappresenta anche un segno. Chiesa, parrocchia, realtà delle persone entrano in connessione e aprono un dialogo sulla vita concreta, affiancando a questo anche un’azione».

Il parroco di Palazzago collega il progetto del fondo alle parole che Papa Francesco aveva pronunciato indicando la «Chiesa come un ospedale da campo». «Sento che attraverso “Ricominciamo insieme” si curano le prime ferite, ma ci si avvicina anche al cuore – aggiunge don Navoni -. È una Chiesa che vive dove si vive, con le famiglie, con le loro storie, oggi spesso faticose».

Incontrando la sua gente, don Giuseppe avverte ancora la presenza del dolore. «Lo spirito comunitario deve sostenere questi vuoti, queste sofferenze. La comunità ha saputo creare vicinanza durante il lockdown e ha provato a ripartire cercando di curare l’aspetto delle relazioni. Le settimane di Summerlife per i ragazzi hanno rappresentato un respiro positivo». Palazzago si estende su un territorio molto ampio. «Noi viviamo in un contesto naturale di distanziamento sociale e il criterio pastorale quindi è sempre stato quello di favorire l’incontro, di avvicinare. Riavvicinarsi oggi ci porta a vivere anche paure, ma credo che come comunità cristiana, nel rispetto di tutte le regole necessarie, siamo chiamati a dare un contributo alla fiducia e alla speranza, fare le cose bene, restare in relazione, non far sentire nessuno solo o abbandonato». Il contributo del fondo costituisce anche una promessa di vicinanza. «Con il sollievo delle tre mensilità che vengono erogate la situazione economica urgente dovrebbe rientrare, ma continueremo, con la discrezione necessaria, a mantenere l’attenzione, a non perderci di vista. Anche questo è uno sguardo che la comunità ha sempre avuto sulle situazioni di fragilità, sui bisogni. Comunità significa non lasciare nessuno da solo. La Diocesi ci sta aiutando in questo attraverso questo fondo».


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