(Foto di Magni Paolo Foto)
Anche nella prossima stagione l’importante sarà soltanto salvarsi? No grazie! Non ci va, insomma, di accontentarci, quanto meno in partenza, del cosiddetto minimo sindacale.
Lettura 1 min.Anche nella prossima stagione l’importante sarà soltanto salvarsi? No grazie! Non ci va, insomma, di accontentarci, quanto meno in partenza, del cosiddetto minimo sindacale. Per mera scaramanzia o per mettere le mani avanti si sa che dirigenti, tecnici e giocatori di club di caratura medio-bassa recitano il ricorrente copione votato alla prudenza in fatto di risultati e obiettivi da raggiungere.
Perché mai includere in quel numeroso gruppo l’Atalanta che da tre campionati, punti alla mano, si è piazzata a metà classifica o giù di lì. Si è trattato di casualità o di dosi esagerate di fortuna? Più equo, a nostro avviso, sottolineare o meglio esaltare la qualità degli organici amplificandola con il tecnico seduto in panchina.
Del resto, limitandoci all’ultimo torneo, addirittura sette pedine (Baselli, Bonaventura, Carmona, Cigarini, Consigli, Denis e Moralez, elencati in ordine alfabetico) sono richieste da parecchie parti a suon di milioni di euro. Insomma, si tratta, a dir poco di mezza squadra sulla quale hanno messo insistentemente gli occhi, società che vanno per la maggiore sia in Italia che all’estero.
E visto che dei nerazzurri citati cinque o sei rimarranno, con ogni probabilità, a Bergamo affidarci, in fase, di previsioni al classico bicchiere mezzo vuoto ci sembra un insulto alla razionalità. Senza contare che a un giocatore in uscita subentrerà, contemporaneamente, un sostenuto di altrettanta affidabilità. Da ricordare che nel febbrario scorso si è sognato all’unanimità l’ingresso nelle competizioni europee dopo che ai nastri di partenza del campionato ci si era affrettati a firmare a occhi chiusi la permanenza nella massima categoria. Alzino la mano coloro che non la pensavano così…
Arturo Zambaldo
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