«Siamo fatti di-versi perchè siamo poesia»

«Siamo fatti di-versi
perchè siamo poesia»

Anna ti guarda negli occhi, sorride al mondo in maniera contagiosa, circondata dall’affetto di una famiglia che sa raccontare l’emozione, le difficoltà, la bellezza della diversità, ma anche la fatica di affrontarla nelle relazioni con gli altri. Un libro di una potenza incredibile quello scritto da Guido Marangoni – «Anna che sorride alla pioggia. Storia di calzini spaiati e cromosomi rubati» -, talmente potente che il Comune di Bergamo lo porterà in città martedì 16 gennaio, quando sarà presentato all’interno di un incontro organizzato dall’Assessorato all’Istruzione e dalle cooperative Ser.e.Na e Alchimia e moderato dalla giornalista de L’Eco di Bergamo Fabiana Tinaglia.

Alle 17 alla scuola Codussi ci sarà l’autore, il papà di Anna, bambina con sindrome di Down, ingegnere informatico che con le parole sa emozionare. Partendo dalla quotidianità, raccontando una famiglia che si ama, attraverso storie di vita concreta che sanno far emergere un vissuto di emozioni, di rispetto nelle relazioni. Guido Marangoni, parla della moglie Daniela e delle figlie Marta e Francesca, raccontando la normalità di una famiglia unita, divertente, che sa fare squadra. Dalla prima serenata all’impresa del cambio armadi a fine stagione, ci si tuffa nella vita di Anna quando è ancora nel pancione di Daniela, fino alla sua nascita, quella di una bambina che ogni giorno spiega la bellezza della vita e il potere della differenza.

Anna nasce in una coppia che aveva già vissuto il dolore di una perdita di una figlia. Davanti alla fredda nota del dottore - «Si tratta della Trisomia 21», mamma Daniela risponde: «Mi scusi dottoressa, è maschio o femmina?». È il papà a raccontare la storia, a fare la domanda più umana che c’è: «Perché noi? – scrive -. Pensai per la prima volta alla differenza tra incontrare la disabilità e generarla. Mi resi conto che era sostanziale, e che la seconda opzione era davvero durissima».

Il libro è un susseguirsi di pensieri, di confronti con i familiari, gli amici, con i medici e i conoscenti e con coloro che della disabilità hanno paura. Ma Guida Marangoni racconta: «C’era una nuova vita, una nuova occasione, un modo diverso di chiedere scusa e di essere felice». Con consapevolezza: «La sindrome di Down non è una buona notizia – dice Marangoni -, ma chi si nasconde dietro è sempre una buon notizia». Che significa anche inclusione («Qualsiasi cosa faremo – scrive Marangoni -, ci sarà sempre qualcuno vicino a noi».), scardinare preconcetti, che poi vuol dire «non accontentarsi, perché farlo ci impedisce di esplorare, provare, sbagliare, rischiare – si legge nel libro -. Con la disabilità uscire nel mondo è faticoso». E quindi «Anna che sorride alla pioggia» è un invito: quello di cercare tracce di disabilità nella vita di tutti noi, guardandola negli occhi. «Perché le paure che riuscite a guardare in faccia si trasformano in coraggio» dice Marangoni. È la chiave dell’inclusione su cui Loredana Poli sta lavorando a scuola, nel mondo sportivo, tra i giovani a Bergamo. «La diversità è un allenamento, la parità dei diritti è una conquista» continua Guido Marangoni che parla di «rivoluzione della confidenza», straordinario coraggio di osare..

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