Il deserto nelle località turistiche Gli operatori sperano nella zona gialla

Il deserto nelle località turistiche
Gli operatori sperano nella zona gialla

Da Selvino a Castione fino a Sarnico e Lovere, paesaggi da fiaba ma senza anima viva. Ma c’è chi scommette che qualcuno arriverà.

Irriconoscibili. Sotto una coltre di neve, in un paesaggio da fiaba, le due capitali delle seconde case sulle montagne bergamasche, Selvino e Castione, apparivano ieri, festa dell’Immacolata, di solito primo appuntamento dello sci di massa, quasi completamente vuote e silenziose. E così anche le località del lago. Scenari da fiaba, ma anche forti preoccupazione per un intero settore che fa dello sci e delle vacanze invernali il suo core business. Cosa succederà se la Lombardia diventerà zona gialla? Gli addetti ai lavori sperano che qualche finestra si illumini da metà dicembre, in qualcuna delle migliaia di seconde case che, attualmente, sono praticamente tutte sprangate, anche se non tutte vuote.

Qui Castione

A Castione della Presolana, per esempio, sono molte le seconde case aperte già da settimane ormai, ma i villeggianti stanno prevalentemente in casa e alcuni sulla neve con bob, ciaspole e sci alpinismo.

«Siamo fiduciosi» questo il commento condiviso tra gli operatori che guardano al prossimo fine settimana con speranza e grande attesa. «Se ci sarà davvero la zona gialla riapriremo il rifugio Baita Termen (Monte Pora) e siamo certi che la gente ci sarà, tornerà in montagna – ne è convinto Lorenzo Pasinetti del comprensorio Presolana Monte Pora –. C’è tanta voglia di tornare sulla neve anche senza gli sci. Tra ciaspolatori e scialpinisti sono convinto che ci sarà tantissima gente in Monte Pora. Abbiamo voglia di ripartire, non sarà semplice, non aiuta e non ha aiutato, in particolare nella programmazione dei lavori, questo clima di incertezza continua. Ma apriremo nel rispetto delle regole».

L’eventuale zona gialla, che viene decisa in base all’andamento dei contagi (che, è bene ricordarlo anche qui, stanno ancora mietendo vittime, purtroppo), darebbe la possibilità di lavorare non solo con gli sci club, che possono usufruire degli impianti, ma soprattutto con la gente che raggiungerà il rifugio con ciaspole o pelli di foca.

«Personalmente ho clienti storici che attendono solo l’ufficialità della zona gialla per prenotare per Natale e Capodanno– afferma Christian Messa presidente di Cooraltur e albergatore di Castione della Presolana –. Certo le forti limitazioni non aiutano; gli operatori si stanno organizzando. Noi avevamo tante prenotazioni per questo ponte dell’Immacolata già dal mese di settembre, ovviamente sono state tutte cancellate appena siamo diventati zona rossa e poi arancione; e per il periodo natalizio dovevano arrivare famiglie da altre regioni. Sarà una stagione molto al di sotto delle precedenti, a chi andrà bene perderà il 50%. Ma vogliamo essere ottimisti e sperare che si possa continuare a lavorare anche dopo il 7 di gennaio, con l’apertura degli impianti, e quindi weekend e settimane bianche». Cancellate tutte le iniziative che Visit Presolana e il Comune avevano messo in calendario per il periodo natalizio. Salvi solo i due concorsi «Scatta Posta e Vinci» e il classico appuntamento con i «Presepi in Strada» e le luminarie.

«Speriamo che i nostri villeggianti possano tornare presto a Castione della Presolana con l’eventuale zona gialla – commenta l’assessore al Turismo di Castione Maria Luisa Tomasoni, auspicando anche l’arrivo di turisti negli alberghi – sarebbe importante per tutte le attività commerciali del paese. Purtroppo abbiamo dovuto cancellare tutti gli appuntamenti, abbiamo comunque confermato le luminarie e gli addobbi e i due concorsi che danno uno spunto a visitare il paese e i presepi in autonomia e senza assembramenti. Sono iniziative pensate per i nostri villeggianti e per i castionesi».

Qui Selvino

L’ Altopiano per la prima volta in inverno è svuotato, senza villeggianti. Il paese simbolo del turismo si è svegliato all’Immacolata avvolto in un manto di più di 20 centimetri di neve. La strada da accesso da Nembro era percorribile senza problemi. In paese, un paesaggio ovattato e quasi incantanto: silenzio, negozi vuoti, il Purito tutto bianco e senza sciatori, la piazza senza l’abituale vociare di turisti e villeggianti. Hotel chiusi, seconde case in pratica disabitate e tutti in attesa di capire come evolverà la situazione. Chi ha preso in affitto la casa per tutto l’anno sarà sull’Altopiano quando, e se, la Lombardia diventerà zona gialla, mentre per gli affitti stagionali la situazione è decisamente complicata.

Al momento quindi non sono rosee le previsioni in un paese che arriva anche a superare le 20mila presenze nel momento del boom turistico in estate e nel periodo natalizio.

«Fino al 15 ottobre la gente girava, chiedeva e si informava per avere appartamenti per il periodo invernale – spiega Angelo Bertocchi dell’ Immobiliare Umile –. Mi auguro che chi ha la seconda casa venga da noi, in attesa di capire bene come poterlo fare. Gli altri anni c’erano tanti ragazzi che riempivano le vie del paese per il Capodanno: bisogna capire nel caso la Regione diventasse zona “gialla” cosa si potrà fare. L’anno è andato però bene, perché c’è stato il boom estivo soprattutto a luglio e si è anche venduto a causa dell’abbassamento dei prezzi: tanti bergamaschi hanno apprezzato e conosciuto Selvino. Anche le iniziative per il Natale adesso sono a zero: naturalmente non si farà la Minimarcia e stiamo cercando di capire se si potrà fare qualcos’ altro insieme all’amministrazione; niente sci e pattinaggio, sarà davvero dura dare un’alternativa alla gente». Qualche speranza arriva invece dalla Selvino Sport, che sta pensando di predisporre la pista di sci per gli atleti.

Il centro però resta vuoto e anche i negozianti confermano che nelle seconde case non si è visto nessuno. «Sono ottimista, andrà come in estate grazie alle seconde case e alle famiglie –spiega l’assessore al turismo Mario Vitali–. Avevamo un bel progetto legato ad Altopianoland con mercatini di un certo livello, avrebbero tenuto viva la vacanza natalizia: l’iniziativa sarebbe partita in questi giorni e durata fino all’Epifania, ma la ripresenteremo il prossimo anno. Santa Lucia per i bambini ci sarà, ma non sarà in piazza, ci sarà un transito per le vie del paese. Raccomandiamo l’attenzione alle direttive, cercando di attenersi a quanto prescritto: in estate i nostri turisti sono stati bravissimi, non abbiamo avuto nessun problema di rispetto delle regole e mi auguro che qualcosa del genere possa avvenire anche in queste vacanze natalizie, ovviamente se ci si potrà spostare dai comuni di residenza. Tra l’altro per Selvino questo è stato un anno di svolta, perché la tipologia dei turisti sta cambiando, ora vengono soprattutto i più giovani».

Qui Sarnico

Parcheggi liberi e negozi vuoti; luminarie accese, ma pochissime persone a passeggio. Fuori dai bar, i tavolini per consegnare il caffè da asporto sono gli unici con qualche cliente in fila, mentre i ristoranti restano chiusi.

È il quadro paradossale del lungo ponte dell’Immacolata visto sul lago d’Iseo, dove la riapertura di tutti i negozi (con il passaggio della Lombardia da regione rossa a regione arancione) non ha affatto compensato l’azzeramento degli spostamenti dovuta al divieto di uscire dal proprio comune se non per validi motivi. I giorni che fino all’anno scorso segnavano ufficialmente il periodo natalizio (con il relativo carico di shopping, per certi versi faticoso e stressante, ma soprattutto con il desiderio di rivedere e riabbracciare amici e familiari) sono stati segnati a Sarnico e Lovere e negli altri centri turistici del lago di Iseo come Riva di Solto, Fonteno e Bossico, da un mix di mestizia e rassegnazione, in attesa che le restrizioni anti Covid-19 si allentino e che torni la voglia di uscire di casa.

Certo il maltempo ha aggiunto il carico da undici, ma un’Immacolata così gli operatori del settore non la scorderanno facilmente.

«Un disastro – ammette Giorgio Beltrami, titolare del Bar Centrale di Lovere, presidente di Visit Bergamo e presidente del Gruppo Bar Caffè e Pasticcerie di Ascom Bergamo – un’autentica debacle perché stiamo lavorando al 10% di quanto facevamo gli anni scorsi in questo periodo dell’anno». A subire le peggiori conseguenze sono state in particolare le località maggiormente vocate al turismo: «Le attività commerciali dei comuni meno orientati al turismo stanno soffrendo molto meno rispetto a quelle, per esempio, di Lovere, Sarnico, Iseo e Pisogne: qui, dove i flussi turistici sono maggiori il 70% del lavoro di bar, ristoranti e negozi deriva proprio dal passaggio dei visitatori. Essendo impediti gli spostamenti tra comuni, queste attività stanno andando in enorme sofferenza».

La conferma arriva da Beppe Bertoletti dell’Hotel Panoramico di Fonteno: «È un anno disastroso, condivido in pieno la copertina del Time che vuole cancellare il 2020: su dodici, abbiamo dovute tenere chiuso l’albergo per cinque mesi: lo riaprirò sabato o domenica, se la Lombardia diventerà zona gialla. Sul Sebino però tutto il turismo proveniente dall’estero è andato perso, così come il lavoro delle festività di Natale».

I ristoranti non potranno lavorare né a Natale, né a Santo Stefano né a Capodanno; per gli altri giorni le prenotazioni si contano sulle dita di una mano. «I clienti non chiamano – aggiunge Bertoletti – perché sono confusi e chi ci rappresenta, istituzioni e associazioni di categoria, dimostra di non conoscere il nostro mondo: propongono il cenone in camera, ma sul Sebino la maggior parte delle strutture alberghiere ha quindici o venti camere e saloni ristoranti da 200 posti...».

Così le difficoltà economiche aumentano e i ristori non bastano: «Chi è maggiormente patrimonializzato sta in piedi – aggiunge Beltrami – per gli altri la vedo molto dura». «Noi andiamo avanti – sottolinea Bertoletti – perché io, mia sorella Monica e mia mamma Rosina, che a 86 anni mi fa invidia con la sua grinta, siamo proprietari della struttura, ma chi è in affitto rischia di farsi prendere dall’ansia e dal panico».

Non sarà un Natale di gioia, per gli operatori del turismo che essendo abituati a darsi da fare già guardano a dopo l’Epifania, quando però si rimetterà in moto anche il meccanismo dei pagamenti di tasse e imposte. Con ricadute ad oggi imprevedibili. Come imprevedibile, purtroppo. è anche l’andamento dei contagi sul medio periodo.


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