Addio a Guglielmo Locatelli- Video
il casaro, padre dello Strachitunt

È morto lunedì 26 dicembre all’ospedale di San Giovanni Bianco, Guglielmo Locatelli, 85 anni, casaro pluripremiato di Vedeseta e riscopritore dello Strachitunt, il formaggio proclamato dallo chef Vissani come «il più buono d’Italia».

Guglielmo Locatelli non era solo «il» casaro pluripremiato, maestro nell’arte di fare formaggi e neo padre dello Strachitunt. Negli anni era diventato un simbolo della montagna che resiste, custode della tradizione e di antichi valori ma al tempo stesso grande innovatore. Con lui, lunedì 26 dicembre, all’ospedale di San Giovanni Bianco, si è spento un pezzo di storia importante della Valle Taleggio, della Valle Brembana e della cultura casearia.

Aveva ereditato il lavoro di contadino dai genitori e «fin da quando ero nella pancia della mamma – ricordò una volta – in estate sono salito in alpeggio», alla Sella e poi ai Piani di Artavaggio, sopra Avolasio di Vedeseta. Qui c’era il suo regno, un appuntamento che non ha mai mancato negli 85 anni della sua esistenza se non nel 1953 quando fu chiamato per il servizio militare. Ancora il giugno scorso, nonostante l’età e gli acciacchi, era voluto andare fin lassù, tra animali, stalle e casera. A fare quel formaggio che grazie a lui era salito agli onori delle cronache gastronomiche nazionali, proclamato durante una visita in valle dallo chef Gianfranco Vissani, come il «più buono d’Italia». Guarda l’intervista realizzata da Lorenzo Pagnoni nel 2010 per BergamoTv.

Lo Strachitunt lo aveva riscoperto lui, dopo che buona parte della Valle Taleggio ne aveva abbandonato la produzione. Lui, tenacemente, aveva invece conservato la «ricetta», proponendo quel formaggio, alla fine degli anni Novanta, al «Formager» di piazzale Oberdan a Bergamo Giulio Signorelli. Da allora è stato un crescendo di notorietà, per lo stracchino rotondo e il suo neo padre.

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