Brembo Ski , chiesto il fallimento Ecco cosa succederà ora a Foppolo

Brembo Ski , chiesto il fallimento
Ecco cosa succederà ora a Foppolo

Brembo Ski, la società che gestisce gli impianti di risalita dei Comuni di Foppolo, Carona e Valleve, ha chiesto il fallimento. La decisione è stata presa durante il Cda di venerdì 3 febbraio. Si trattava di un’ipotesi che era nell’aria. E ora cosa succederà?

«Il Consiglio di amministrazione e l’assemblea dei soci della società Brembo Super Ski, pur consci di avere operato negli ultimi mesi con l’unico obiettivo di trovare e percorrere un’adeguata soluzione alla difficile situazione finanziaria, nella riunione che si è tenuta in data odierna si sono trovati nella necessità di dovere deliberare la richiesta di ammissione al fallimento in proprio, con richiesta di esercizio provvisorio per la continuazione dell’attività, a seguito del positivo andamento gestionale sin qui evidenziato dalla stagione in corso, malgrado le non particolarmente favorevoli condizioni climatiche». Questo è il comunicato diffuso da Brembo Ski nella giornata di venerdì 3 febbraio.

Ora la stagione sciistica non dovrebbe essere compromessa e dovrebbe proseguire fino a fine marzo con regolarità: ad aprile il curatore fallimentare valuterà come procedere con gli impianti. I due impianti di Foppolo - Quarta Baita e Montebello - sono di proprietà del Comune di Foppolo: ciò dovrebbe garantire l’apertura senza intoppi anche nelle prossime stagioni.

Due del resto erano le strade che potevano essere seguite: proseguire nella richiesta di concordato, con un nuovo advisor, o presentare la richiesta di fallimento. La decisione è stata rinviata e presa durante il Cda di venerdì. Il tutto considerando i dati comunicati nei giorni scorsi: «Al 31 gennaio 2017 – spiegano da Brembo Super Ski – i costi reali sostenuti si attestano a un terzo di quelli previsti. Un ottimo risultato vista la mancanza di precipitazioni nevose naturali anche durante le vacanze natalizie e i costi dell’innevamento a cui si è dovuto ricorrere. Fornitori e dipendenti in questa stagione sono stati pagati rispettando le scadenze prestabilite. La società sta lavorando con i propri fondi e senza alcun finanziamento da parte delle banche». Positivo il report degli skipass stagionali: 1.401 nella stagione precedente, per un incasso di 280 mila euro e un valore del singolo stagionale di 204 euro, 608 quelli staccati quest’anno (la previsione era di 450) con un incasso complessivo di 274 mila euro e un valore medio del singolo stagionale di 450 euro.

Quanto ai primi ingressi (le presenze, quelle che generano anche indotto), nei primi due mesi sarebbero state circa 45 mila, contro le 51 mila della scorsa stagione. Infine i ricavi: «Nonostante la difficile situazione economica e meteo – proseguono dalla società – a fine gennaio abbiamo registrato solo un meno 1,7% di ricavi rispetto al 2015-2016, quando aveva nevicato a inizio gennaio (la media a stagione dei ricavi dal 2007 allo scorso anno è di poco superiore ai due milioni, ndr)».


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