Dalla Svezia con amore (per Carona) Imprenditore scandinavo apre un hotel

Dalla Svezia con amore (per Carona)
Imprenditore scandinavo apre un hotel

Imprenditore scandinavo acquista l’ex residenza dei dipendenti Enel, chiusa da 40 anni, per farne un albergo. Venti camere e stile innovativo, sarà gestito dai titolari della «Locanda dei Cantù». Debutto previsto entro fine 2019.

Dalla Svezia con amore... per Carona. E apre un albergo. Una favola? No, tutto vero. A inaugurare un nuovo hotel in Valle Brembana sarà un ingegnere-imprenditore svedese innamoratosi della piccola località turistica. Un’idea nata due anni fa, quasi per caso, che poco alla volta ha preso piede: l’imprenditore ha acquistato da un immobiliare milanese la vecchia casa dei dipendenti Enel (uno stabile vicino alla centrale risalente al 1932, chiusa da 40 anni e col vincolo ricettivo) ed entro l’estate è previsto l’avvio del cantiere. Il debutto? Forse già con l’inverno 2019-2020, almeno questa è l’intenzione. Il protagonista - l’imprenditore svedese - fa sapere che per ora preferisce restare anonimo e non entrare troppo nel dettaglio del progetto. Lo farà solo con l’avvio dei lavori.

«Dopo due anni di burocrazia italiana, meglio attendere», spiega. Anche se dal Comune, il sindaco Giancarlo Pedretti assicura che l’ultimo passaggio previsto in Consiglio comunale (la convenzione per il piano di recupero) entro fine mese, sarà una formalità senza alcun ostacolo.

Ma la storia ha un’altra protagonista, forse determinante quanto l’ingegnere nordico: è Loredana Salvetti, conosciuta in alta Valle perché titolare della Locanda dei Cantù, hotel-ristorante, da quest’anno selezionato nella Guida Michelin (lo chef è Igor Bana), piccolo gioiello nel settore per la Valle Bremba na. Sarà lei a gestire «Villa Carona hotel», come si chiamerà il nuovo albergo nei pressi del centrale idroelettrica. «Due anni fa venne da me in vacanza – ricorda – e un giorno mi chiese perché il Grand Hotel di San Pellegrino, così maestoso e bello, fosse chiuso. Gli spiegai i motivi, poi gli dissi che anche io avevo un sogno: realizzare un albergo di nuova concezione in uno storico edificio del paese. Glielo mostrai. Non ci pensò poi più di tanto. Va bene, mi disse».


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