Ecco perchè Denis aveva una pistola In Bergamasca 22 mila  armati
I carabinieri davanti alla casa di Villa d’Almè

Ecco perchè Denis aveva una pistola
In Bergamasca 22 mila armati

Il tragico fatto di Villa d’Almè di mercoledì sera mette l’attenzione sul porto d’armi e su come gestire un’arma nel momento in cui la si custodisce in un’abitazione.

Nella Bergamasca, dato del 2016, ci sono 22 mila bergamaschi che hanno un’arma in casa, per ragioni diverse e con uno status differente. Si tratta di cacciatori, imprenditori, appassionati del poligono, atleti. Il fucile da caccia va ancora per la maggiore. Il numero di pistole per uso sportivo e quelle usate per difesa personale, in circolazione in quantità inferiore, è sostanzialmente stabile. Il trend rispetto al resto d’Italia nel 2016 aveva fatto registrare nella Bergamasca un aumento (2 mila persone armate in più rispetto a due anni prima), dato in controtendenza se confrontato al calo del 5% registrato nello stesso periodo a livello nazionale.

Denis Zeni, secondo quanto emerso dopo l’interrogatorio, custodiva la sua pistola in una cassaforte, nella sua casa a Villa d’Almè. Si tratta della pistola di proprietà dopo aver lavorato per un periodo breve come guardia giurata, circa cinque, sei mesi. Poi, un anno fa, il giovane aveva deciso di cambiare completamente tipo di professione. Ma se aveva smesso di fare la guardia giurata, perché ancora aveva un’arma a disposizione? Ecco il motivo: la qualifica di «guardia particolare giurata» viene riconosciuta dal prefetto a coloro che intendono esercitare un’attività di vigilanza, alle dipendenze di istituti privati autorizzati. Si devono possedere determinati requisiti previsti dal Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, in particolare la cosiddetta «buona condotta». Il decreto del prefetto ha validità biennale. Chi intende intraprendere la professione di guardia giurata ottiene anche il porto d’arma, è vero, ma non ci sono pistole d’ordinanza: l’acquisto dell’arma non spetta al datore di lavoro (l’istituto di vigilanza) bensì alla guardia stessa, che ne è proprietaria. Questo è il punto: in caso di cessazione dell’attività di vigilanza, quasi certamente all’interessato non verrà rinnovato il porto d’arma da parte della Prefettura (non ce n’è più ragione) ma questo non impedirà alla ex guardia di detenere la pistola, regolarmente denunciata, nella propria abitazione.

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