L’Arma piange l'appuntato Anzini - Foto I funerali nel giorno del compleanno

L’Arma piange l'appuntato Anzini - Foto
I funerali nel giorno del compleanno

I carabinieri e la comunità della Valle Brembana si stringono attorno ai famigliari del militare travolto e ucciso a Terno. Alle 11,30 nella chiesa di Zogno c’è stata la benedizione della salma. Alle 18 una Messa in suffragio. Domani, 18 giugno, le esequie a Sulmona. Il cordoglio della Croce rossa di San Pellegrino, dove faceva volontariato. Messaggi di solidarietà e vicinanza alla famiglia e all’Arma da istituzioni e politica.

Zogno si stringe intorno ai famigliari dell’appuntato scelto Emanuele Anzini, 41 anni (ne avrebbe compiuti 42 domani, martedì 18 giugno), il militare del Radiomobile della cittadina brembana travolto e ucciso ieri notte a Terno d’Isola a un posto di controllo da un’auto il cui conducente è stato arrestato per omicidio stradale. Alle 11,30 in chiesa c’è stata la benedizione della salma; la compagna, che viveva con lui da sei anni a Botta di Sedrina, è stata colta da malore e soccorso con un’ambulanza.

Nel pomeriggio, alle 18, sarà celebrata una Messa in suffragio. I funerali saranno celebrati domani, martedì 18 giugno, a Sulmona, sua città d’origine. Anzini era molto conosciuto in valle, non solo per la professione che svolgeva: era anche impegnato come volontario nella Croce rossa di San Pellegrino.

Il saluto del colonnello Paolo Storoni, comandante dell’Arma dei carabinieri di Bergamo

Il saluto del colonnello Paolo Storoni, comandante dell’Arma dei carabinieri di Bergamo

La bara con la salma dell’appuntato Anzini fuori dalla chiesa di Zogno

La bara con la salma dell’appuntato Anzini fuori dalla chiesa di Zogno

La bara con la salma dell’appuntanto Anzini fuori dalla chiesa di Zogno

La bara con la salma dell’appuntanto Anzini fuori dalla chiesa di Zogno

I MESSAGGI DI CORDOGLIO

«Siamo profondamente colpiti e commossi dalla morte dell’appuntato Emanuele Anzini, il militare del Radiomobile di Zogno travolto e ucciso l’altra notte a Terno d’Isola a un posto di controllo da un’auto il cui conducente è stato arrestato per omicidio stradale – dichiarano i parlamentari bergamaschi Daniele Belotti, Rebecca Frassini, Simona Pergreffi, Cristian Invernizzi, Daisy Pirovano, Tony Iwobi e Alberto Ribolla –. Siamo vicini alla sua famiglia e a tutta l’Arma dei Carabinieri per la perdita di un servitore dello Stato, di un carabiniere che stava prestando il suo servizio per garantire a tutti noi la sicurezza sulle strade. Proprio lui è rimasto vittima di chi, senza curarsi del prossimo, si mette al volante in stato di ebbrezza facendoci capire quanto è prezioso il lavoro delle Forze dell’ordine e dei carabinieri come Anzini sul nostro territorio. Esprimiamo profondo cordoglio alla moglie e alla figlia per la perdita di un carabiniere modello ma anche di un uomo altruista e generoso: Anzini era molto conosciuto in Valle perché impegnato come volontario nella Croce rossa di San Pellegrino».

«Emanuele stamattina non è tornato a casa. Emanuele stanotte aveva indossato i suoi stivali e la sua divisa da radiomobilista fiero... Dicono che quelli della radiomobile sono i migliori e risolvono sempre un sacco di casini per strada...Quella stessa strada stanotte ce lo ha portato via. Emanuele non indosserà più i suoi stivali e non accarezzerà più sua figlia. Lui era un eroe nel suo quotidiano servizio, nella sua fierezza, nel suo dovere. Ricordiamolo ogni volta che un Carabiniere ci soccorre o magari ci ferma per un controllo, è lì per noi, a costo della sua vita! A sua figlia, alla sua famiglia, a tutta l’Arma dei carabinieri giunga il mio più commosso e forte abbraccio. Buon viaggio Emanuele, il tuo altissimo senso del dovere è già esempio nel nostro Paese», ha scritto sulla sua bacheca Facebook il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta.

«A nome mio e di tutto il gruppo di Forza Italia esprimo profondo dolore per la tragica scomparsa di Emanuele, che ha perso la vita nell’esercizio del suo dovere a difesa e tutela di tutti noi. Alla famiglia del carabiniere la nostra vicinanza che estendiamo a tutta l’Arma dei carabinieri. Ogni giorno uomini e donne delle Forze dell’ordine, di cui siamo profondamente orgogliosi, lavorano con coraggio e in condizioni spesso difficili per la sicurezza del nostro territorio e la tutela della vita dei nostri figli. A loro il nostro grazie profondo, oggi più che mai», sono state le parole di Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia.

«La notizia della terribile vicenda di Terno d’Isola, dove l’appuntato dell’Arma dei carabinieri Emanuele Anzini ha perso la vita investito da un’auto, è drammatica e sconcertante – dichiarano Elena Carnevali, Maurizio Martina e Antonio Misiani, parlamentari bergamaschi del Partito democratico –. Non è mai accettabile morire sul lavoro, non lo è morire mentre si presta servizio per garantire sicurezza e prevenzione sulle nostre strade. Ai famigliari e a tutta l’Arma dei carabinieri la nostra vicinanza».

«Il sindacato di polizia Lisipo – ha dichiarato il segretario generale Antonio de Lieto a proposto della tragedia di Terno – esprime profondo cordoglio ai familiari dell’appuntato scelto dei carabinieri ed all’Arma tutta. Oggi ci troviamo di fronte all’ennesimo lutto che ci ferisce in modo indelebile, il tributo di sangue versato dagli uomini e le donne delle Forze di polizia durante il servizio di istituto è a dir poco elevato e in ragione della pericolosità che comporta questo tipo di servizio, a giudizio del Lisipo, sarebbe più che opportuno fare attuare tutti gli sforzi necessari al fine di fare operare gli appartenenti alle Forze di Polizia in massima sicurezza».

«Ho appreso con profondo dolore la notizia del tragico episodio di Terno d’Isola, nella Bergamasca, dove è rimasto ucciso l’appuntato dei carabinieri del Nucleo radiomobile Emanuele Anzini, originario di Sulmona. In questa dolorosa circostanza desidero esprimere la mia solidale vicinanza all’Arma e la commossa partecipazione ai famigliari dell’appuntato Anzini», ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

«Oggi purtroppo piangiamo un servitore dello Stato, un servitore di tutti noi, ammazzato mentre faceva il suo dovere garantendo la nostra sicurezza – ha commentato il vice presidente del Senato, Roberto Calderoli –. Esprimo il mio dolore per l’uccisione in provincia di Bergamo del carabiniere Emanuele Anzini e il mio cordoglio alla sua famiglia, alla moglie e alla figlia, e all’Arma dei carabinieri, travolto da un automobilista in stato di ebbrezza cui era già stata ritirata un anno fa la patente per lo stesso motivo. Oggi è il giorno del dolore e non delle polemiche, ma riflettiamo tutti sulle conseguenze tragiche di chi si mette al volante sotto effetto di alcool o stupefacenti».

«Profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza ai familiari dell’appuntato scelto dei carabinieri Emanuele Anzini che, nell’adempimento del proprio dovere, la scorsa notte è stato travolto e ucciso a un posto di controllo in provincia di Bergamo. Non ci sono parole per descrivere il dolore per la perdita di un altro straordinario ragazzo della grande famiglia dell’Arma. In questo triste giorno, il mio messaggio giunga anche al comandante generale, Giovanni Nistri, e a tutte le donne e agli uomini dell’Arma che ogni giorno silenziosamente sono impegnati a garantire la sicurezza dei cittadini», è il messaggio del sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo.

«Esprimo il cordoglio della Regione Lombardia e dei suoi cittadini per la tragedia che ha colpito l’Arma dei carabinieri. Siamo vicini ai famigliari e alle persone care a Emanuele Anzini, che ci ha lasciati mentre prestava servizio nella nostra regione a tutela della sicurezza e del rispetto della legalità»: così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana esprime, a nome dell’intera Giunta della Lombardia, il cordoglio per la tragica morte dell’appuntato del Nucleo radiomobile di Zogno. «Un sacrificio grande che ci commuove, ma che fa anche crescere in noi la rabbia per il disprezzo che certe persone hanno verso il prossimo e per il mancato rispetto delle regole. Il nostro pensiero più grande va alla figlia: ci stringiamo a lei con una preghiera e tanto affetto».


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