Comenduno piange Valerio Calvi
Custode della memoria, aveva 70 anni

Albino, il presidente del museo della Torre si è spento dopo due anni di malattia. Anima dell’associazione, riattivò a scopo didattico l’antico maglio della sua famiglia.

Una grande perdita per Comenduno di Albino, un instancabile lavoratore a servizio della comunità e in particolare all’attività legata alle iniziative culturali che ruotano attorno al museo della Torre. Valerio Calvi se n’è andato a 70 anni, a poche settimane da quei 71 che avrebbe compito il 26 gennaio, a causa dell’evolversi di una malattia che lo aveva colpito due anni fa e non gli ha lasciato scampo: Comenduno piange il presidente dell’associazione legata al Museo, in carica dal 2018, impegnato fin da piccolo nella valorizzazione del maglio di famiglia, attivo fino all’alluvione che colpì la media Valle Seriana nel 1971. Lascia la moglie Antonietta, i figli Francesca e Sergio e gli adorati nipoti Sofia, Raffaele e Alessandro. Dirigente Dhl in pensione dal 2007, ha poi gestito due negozi «Mail Boxes» ad Albino e a Ponte San Pietro insieme ai familiari. Una volta lasciato il lavoro si è dedicato alla valorizzazione del maglio di famiglia, entrando poi nell’associazione albinese, dandogli negli ultimi anni nuova linfa grazie alle sue capacità organizzative, portandola a ingrandirsi e organizzando sempre più appuntamenti di richiamo per tutta la valle per valorizzare la cultura popolare e lavorativa di un tempo e lo stesso museo di Comenduno. «Credeva in quello che faceva per la famiglia e per la comunità – ha commentato il figlio Sergio –. Voleva trasmettere i valori cristiani a fondamento della nostra comunità, di cui avremo tutti più bisogno per i tempi futuri. Mia madre l’ha sempre supportato con amore. Nel 2019, in occasione del 30° del museo, fu protagonista di una serie di manifestazioni con i tanti amici e organizzò una cena per strada nella via del maglio: fu l’ultima occasione di festa prima del Covid e ne fu davvero felice».

Il ricordo toccante è quello dei tanti amici che, sorpresi dal precipitare della situazione e impossibilitati nello stargli vicino in queste ultime settimane a causa dell’emergenza sanitaria, lo hanno voluto ricordare sui social. Al suo fianco in diversi frangenti c’è stato Maurizio Noris, uno dei consiglieri dell’associazione comendunese, che lavorò con lui nella struttura dei Calvi, i cui componenti venivano denominati proprio «chi del mai». «Fu l’ultimo “malleatore” e lavorai insieme a lui come “bocia” per un periodo – spiega Noris –. Era intrigato dalla possibilità di poter continuare il lavoro di famiglia, ma l’alluvione del 1971 rovinò il suo desiderio; uno dei suoi sogni era farlo riprendere anche solo per piacere. Aveva a cuore la sua utilità per il museo: era dolce, attento, la sua esperienza lavorativa lo aveva affinato. Era bravo a valorizzare le competenze di chi collaborava con lui, sapeva coinvolgere la gente, stimolava la creatività, gli abbiamo voluto davvero bene».

Gli amici dell’associazione lo hanno ricordato sulla pagina Facebook con un toccante testo e una lunga serie di ricordi: essere stato il presidente che ha avviato il rinnovamento in termini di nuove adesioni e di progetti, il suo impegno costante, il suo equilibrio e la sua attenzione verso le esigenze di tutti i soci, vecchi e nuovi, e la cura del suo amato maglio.

I funerali saranno celebratu oggi, alle 15, nella parrocchiale di Comenduno, senza alcun corteo prima del rito.

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