Davanti a Sciesopoli un binario riporta la memoria alla Shoah

Davanti a Sciesopoli un binario
riporta la memoria alla Shoah

Tutti conoscono la tragedia della Shoah, e tanti hanno sperimentato l’emozione di un grappolo di palloncini che si libra nell’aria.

Elementi in apparenza distanti, addirittura opposti, che hanno invece condensato emozioni condivise a Selvino, dove sabato all’ingresso di Sciesopoli è stata inaugurata l’installazione «Relitti», ideata dall’artista bergamasco Ivano Parolini. L’allestimento ha suscitato emozioni intense, sospese fra il ricordo della tragedia dell’Olocausto e la speranza di oltre 800 bambini ebrei che, tra il 1945 e il 1948, transitarono nella struttura di Selvino prima di trovare una seconda vita di libertà dopo gli orrori dei lager.

L’iniziativa, organizzata dall’assessorato Turismo e Cultura del Comune di Selvino ha coinvolto oltre 300 alunni delle scuole primarie di Nembro, Selvino e Albino, che hanno avviato dalla piazza del paese un «percorso della memoria» puntando dritto alla positiva provocazione. I sorrisi di questi figli del nuovo millennio hanno idealmente incrociato quelli dei coetanei che qui furono accolti, ripercorrendone inconsapevolmente le vicende e l’intimo sentire. I ragazzi hanno cantato «Auschwitz» di Francesco Guccini e la canzone ebraica «Gam Gam» in una mattinata tersa e illuminata dal sole.

L’intuizione di Parolini (nativo di Gandino, che ieri festeggiava i 39 anni) ha fissato nello stupore di tutti l’attimo esplosivo della libertà dei palloncini che hanno ricoperto la facciata. Un messaggio di speranza comunque non privo della memoria di quei giorni cupi. A dominare la scena davanti a Sciesopoli c’è infatti un vero binario, lungo oltre 15 metri, che richiama quello tristemente noto di Auschwitz. Su di esso è adagiata una scultura lignea, scolpita da Giampaolo Pasini, 46 anni di Piario, in un bosco vicino.

«È il cadavere di un ciliegio – spiega l’artista – in cui è stata scolpita la gigantesca effigie di un uomo. Una vita “demolita” dal taglio, scorticata e bruciata, metafora di quanto avvenuto nella realtà per milioni di ebrei». La statua appare con gli arti spezzati, che, comunque vitali, affondano nei piedi ritti e amputati radici di umano orgoglio. Un impatto reso ancora più intenso, nel corso della presentazione, dalle note del Silenzio eseguito con la tromba dal giovane Cesare Maffioletti. «L’uomo-albero di Ivano Parolini – sottolinea la curatrice Sandra Nava – è possente simulacro di una laica “deposizione”. L’installazione appare un insieme di “reperti” sfuggiti al tempo e qui lasciati. Tracce non esauste, non mute e, pur nella loro evidente distanza, non estranee all’oggi che ci accompagna».

L’allestimento a Sciesopoli è accompagnato in questi giorni anche da una mostra documentale e fotografica, proposta in municipio dallo storico Marco Cavallarin, cui si deve l’impegno di questi anni per la rinascita di Sciesopoli, in collaborazione con l’archivista Bernardino Pasinelli. L’installazione «Relitti» a Sciesopoli sarà visitabile oggi e mercoledì 27 gennaio dalle 10,30 alle 16,30.


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