L’ultimo saluto a Luciana Radici - video A Leffe tutta la comunità raccolta - foto
Al funerale di Luciana RadiciFoto Fronzi

L’ultimo saluto a Luciana Radici - video
A Leffe tutta la comunità raccolta - foto

Una folla commossa si è ritrovata mercoledì 10 agosto a Leffe per l’ultimo saluto a Luciana Previtali Radici, morta lunedì all’etá di 90 anni e vedova dell’imprenditore Gianni.

Il corteo funebre ha lasciato la casa di via Miravalle dove tantissimi in questi giorni hanno reso omaggio ad una donna che ha scritto pagine importanti nel mondo dell’imprenditoria e, soprattutto, della solidarietá. Al fianco dei figli e degli adorati nipoti e pronipoti, ci sono rappresentanti di ogni ambito della vita economica, sociale e istituzionale della Bergamasca, ma anche e soprattutto la gente della Val Gandino, gli operai e le loro famiglie, che con il signor Gianni e la signora Luciana hanno condiviso gli anni appassionanti del boom, con reciproco rispetto e condivisa stima.

Molti i sindaci presenti con la fascia tricolore, così come innumerevoli sono labari e gagliardetti (anche quello dell’Atalanta B.C.) delle associazioni di cui Luciana Previtali Radici e i familiari hanno condiviso spirito e attività con grande e generoso impegno. Sull’altare, nella parrocchiale di San Michele oltre al parroco don Giuseppe Merlini, hanno concelebrato mons. Vittorio Nozza e mons. Lucio Carminati ed una ventina di sacerdoti.

In piazza Libertá sono stati allestiti due maxischermi da cui quanti sono necessariamente rimasti all’esterno della chiesa hanno seguito la cerimonia funebre. All’ingresso la bara è stata portata a spalla dai nipoti.

Luciana Radici era nata il 13 dicembre 1925. Una donna dal cuore grande, generosa nel suo modo di essere e nei suoi valori. Una donna che ha creduto nell’amore, in ogni ambito e ad ogni livello. La sua storia personale, al fianco del marito Gianni, dei figli e dei nipoti, è inscindibile dai suoi slanci generosi, condensati nel limpido sguardo sorridente e in un amore per la verità dei fatti e l’opportunità delle situazioni. La «signora Luciana» è stata, in Val Gandino e in Bergamasca, una grande benefattrice, che ha sostenuto attività sociali ed educative.


© RIPRODUZIONE RISERVATA