Morti sospette all’ospedale di Piario Vacillano le accuse all’infermiera

Morti sospette all’ospedale di Piario
Vacillano le accuse all’infermiera

«La nostra assistita parlerà soltanto a indagini chiuse. Non facciamo dichiarazioni per il momento». L’avvocato Michele Cesari tutela, con la collega Veruska Moioli, l’infermiera di Piario Anna Rinelli, finita sotto accusa per le morti sospette all’ospedale di Piario.

Il collegio difensivo è prudente, ma non può che trasparire ottimismo per l’evolversi della vicenda giudiziaria. La consulenza medico legale disposta dal pm Carmen Pugliese e firmata dai medici legali Andrea Verzelletti e Francesco De Ferrari e dal tossicologo Angelo Groppi, dice in sostanza due cose. È vero che sono state trovate tracce di Diazepam (il principio attivo del Valium) nei cinque pazienti riesumati, e che il medicinale non era fra quelli prescritti (eccetto che per un paziente) e quindi l’infermiera si troverà probabilmente a doversi giustificare per questo (ammesso che si stabilisca che fu proprio lei a somministrarlo).

Ma sul nodo cruciale dell’inchiesta i medici legali sono chiari e le loro conclusioni depongono a favore della difesa di Rinelli: «Non vi è alcun elemento idoneo - scrivono gli esperti nelle conclusioni - a prospettare un intervento causale o concausale nel determinismo del decesso» dei pazienti. Tradotto: il Valium c’è, ma non è stata la causa (neppure una concausa) della morte di queste cinque persone.

L’accusa prospettata nei confronti dell’infermiera, omicidio preterintenzionale, traballa quindi a fronte di una consulenza medico legale che non la supporta. Non è escluso che l’inchiesta possa ridimensionarsi e, da omicidio preterintenzionale, assumere i contorni di una «somministrazione di medicinali in modo pericoloso» reato punito da 6 mesi a due anni. Spetterà al pm Carmen Pugliese valutare la situazione e decidere le prossime mosse.

Quanto alla Rinelli, il periodo di aspettativa non retribuita volontaria a cui aveva fatto ricorso a seguito dello scoppio del caso terminerà il 30 giugno. «Ha chiesto la proroga per un’altro mese - comunica però l’avvocato Giovanni Ponte, che la segue per le vicende lavorative - per stare più tranquilla. Ma adesso è più sollevata e attende gli sviluppi del caso».


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