Nossana, sindaci sulle barricate «Noi a secco e c’è chi ci guadagna»

Nossana, sindaci sulle barricate
«Noi a secco e c’è chi ci guadagna»

I primi cittadini di Ponte Nossa, Premolo e Parre annunciano battaglia dopo una decisione del Pirellone.

La Direzione generale Ambiente, energia e sviluppo sostenibile di Regione Lombardia nelle scorse settimane ha dato l’ok sulla compatibilità ambientale delle richieste avanzate da Uniacque e Abm. Il gestore unico, che attualmente grazie alla Nossana dà da bere a quasi 210 mila abitanti di Bergamo città e altri 30 paesi, chiede di aumentare da 800 litri al secondo a 1.000 il suo prelievo e Abm ne vuole 500 litri al secondo. Ora, per entrambe le istanze da Milano è giunto un «giudizio positivo in ordine alla compatibilità ambientale». Di fatto, la premessa all’ok definitivo. Che verrà, se verrà concesso, dopo il pronunciamento dell’Ato. L’Ambito territoriale deciderà se concedere l’ok a Uniacque, ad Abm – che però risulta in liquidazione –, a entrambe o – opzione più improbabile – a nessuna delle due società.

Sorgente della Nossana a Ponte Nossa

Sorgente della Nossana a Ponte Nossa

«Faremo ricorso al Tribunale supremo delle acque», annunciano all’unisono i tre sindaci Stefano Mazzoleni per Ponte Nossa, Omar Seghezzi per Premolo e Danilo Cominelli per Parre. Per diversi motivi: la quantità di acqua necessaria a tenere in vita il Serio, il mancato utilizzo – a loro dire - dei pozzi montani di Uniacque che potrebbero evitare lo svuotamento della Nossana e i dubbi sulla tenuta di Uniacque. Dal canto suo, il presidente Paolo Franco getta... acqua sul fuoco: «I tre Comuni sono anche nostri soci – dice –, vedremo se ci sarà una possibilità di dialogo. L’acqua è un bene comune, per tutti, così come gli ospedali e le infrastrutture. E Uniacque è una società che distribuisce servizi: grazie a una maggiore disponibilità di questa risorsa, potremo distribuire acqua non più soltanto agli oltre 200 mila cittadini ora serviti dalla Nossana, ma a più utenti».


Leggi di più su L’Eco di Bergamo del 31 gennaio

© RIPRODUZIONE RISERVATA