Piario, nei guai anche la caposala Ma per lei l’accusa è di peculato
Il reparto di medicina dell’ospedale di Piario

Piario, nei guai anche la caposala
Ma per lei l’accusa è di peculato

Con le morti sospette in reparto non c’entra nulla e probabilmente il filone d’indagine verrà stralciato da quello principale. Tuttavia, si lascia sfuggire un investigatore, «dà l’idea del contesto».

Perché nell’inchiesta della procura di Bergamo e dei carabinieri di Clusone che vede sotto la lente degli inquirenti il reparto di Medicina dell’ospedale di Piario emerge un nuovo capitolo. E riguarda la caposala Paola Bosio, 53 anni, già indagata (assieme al primario e ad altri 8 medici del reparto) per concorso colposo in omicidio preterintenzionale: accusa, quest’ultima, mossa nei confronti della principale indagata, l’infermiera (in aspettativa non retribuita dallo scorso novembre) Anna Rinelli, 43 anni, di Piario, accusata di aver iniettato, di notte, forti dosi di due tranquillanti non prescritti, il Valium e il Midazolam, in taluni pazienti, causando la morte di alcuni di loro.

Settimana scorsa in procura erano state sentite dieci infermiere colleghe della Rinelli. E, probabilmente a seguito di quanto emerso in quegli interrogatori, i carabinieri di Clusone sono andati a perquisire l’abitazione della caposala, in via Pedretti a Oneta, e pure l’autovettura della Bosio. Trovando (e sequestrando) una quindicina di farmaci non acquistati, ma prelevati dal reparto, visto che riportano sulle scatole la dicitura: «Confezione ospedaliera - Uso esclusivo». Non solo. Sono stati trovati, tra casa e auto, anche cento presidi sanitari, tra siringhe, garze e bende. Su questo materiale non c’era la «firma» della provenienza dall’ospedale, ma gli inquirenti sospettano che arrivino sempre dalla corsia.

Tanto è comunque bastato per inguaiare la caposala, ora accusata anche di peculato. Va detto che tra i farmaci trovati in suo possesso non c’erano né il Valium né il Midazolam, dunque anche secondo gli stessi inquirenti questa presunta appropriazione dei medicinali non avrebbe nulla a che fare con le morti sospette, delle quali resta accusata solo la Rinelli.


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