Piario,  chiude il Punto nascita Ecco il progetto per potenziare l’ospedale

Piario, chiude il Punto nascita
Ecco il progetto per potenziare l’ospedale

Venerdì sarà l’ultimo giorno per il Punto nascita dell’ospedale di Piario che chiude definitivamente. In arrivo però un progetto nuovo con investimenti per tre milioni di euro al fine di potenziare l’ospedale.

Venerdì sarà l’ultimo giorno per il Punto nascita dell’ospedale di Piario che chiude definitivamente. La protesta dei cittadini della valle e il ricorso al tribunale amministrativo dei sindaci non è servito a far cambiare idea a Regione Lombardia. Ma arriva un nuovo progetto: «Come promesso siamo pronti ad avviare il potenziamento del presidio ospedaliero di Piario elaborato insieme all’Asst Bergamo Est dopo un confronto puntuale con gli amministratori locali» ha detto l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera durante l’incontro con i sindaci dell’ambito di Piario per illustrare la proposta di potenziamento del presidio ospedaliero di Piario.

«Il progetto con un investimento di quasi 3 milioni euro per interventi strutturali e per risorse umane, prevede il potenziamento del presidio ospedaliero e la creazione di un percorso nascita, un innovativo percorso di presa in carico e di accompagnamento delle gestanti. Nel progetto anche l’istituzione di un Centro per i disturbi del comportamento alimentare. Lunedì stesso porteremo la delibera in Giunta» spiega l’assessore.

Due le fasi del progetto:una che parte immediatamente e che prevede l’implementazione di attività come la chirurgica urologica, ginecologica, endocrinologica, l’avvio di attività riabilitativa post intervento ortopedico-traumatologico, l’implementazione di Oculistica e una risorsa in più per il pronto soccorso. Prevede inoltre il rafforzamento delle neuropsichiatria infantile. Previsto anche « un percorso nascita che garantisce una presa in carico da parte dell’ostetrica, offre un servizio durante tutta la gravidanza e mira ad identificare precocemente le situazioni ad alto rischio per indirizzarle all’ambulatorio specialistico».

Nella seconda fase un servizio dedicato alla diagnosi, alla cura e alla riabilitazione dei disturbi alimentari l’acquisizione di tecnologia avanzata con una risonanza magnetica aperta per la diagnostica articolare.

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