Viaggio al centro della terra, dal divano  Le miniere di Gorno a portata di App
L’Ecomuseo di Gorno e la miniera di Costa Jels hanno la loro App

Viaggio al centro della terra, dal divano
Le miniere di Gorno a portata di App

Con la nuova app sviluppata dal Comune di Gorno e dedicata all’Ecomuseo delle Miniere si può viaggiare alla scoperta delle antiche miniere stando comodamente seduti sul divano di casa, ma anche rendere appassionante la visita sul posto.

Nel capoluogo della Valle del Riso, Gorno, per secoli è stata fiorente l’attività mineraria, con l’estrazione dello zinco. Nel 1910 si contavano in valle 800 minatori che scendevano nelle viscere della terra, mentre all’esterno erano all’opera le taissine, come erano definite le donne che provvedevano alla cernita del minerale. Le miniere ramificavano nel sottosuolo per più di cento chilometri. All’inizio degli anni ’80 la chiusura dell’ultima miniera (1983) pose fine all’epopea di uno dei bacini più importanti d’Italia, già conosciuto all’epoca dei romani (citato da Plinio il Vecchio) e anche, secondo alcuni studiosi, in epoca etrusca.

Ora questo patrimonio è a portata di tutti, da qualunque luogo, ma si arricchisce anche di uno strumento che renderà più avvincente una visita sul posto. Questo grazie alla tecnologia «beacon»: piccole pietre digitali nascoste (da cui la definizione del claim «Hidden Stones» della App) posizionate su 22 punti specifici dei percorsi di visita, nel Museo e nella Miniera di Costa Jels. Si attivano automaticamente, attraverso la tecnologia Bluetooth, sui dispositivi che hanno preventivamente scaricato la app. Viene immediatamente riconosciuto lo spazio in cui il visitatore si trova (anche se senza alcuna copertura internet, come è normale sottoterra) e sul telefono appaiono descrizioni e contenuti audio-video.

L’app Ecomuseo Gorno – The Hidden Stones è un progetto finanziato dal bando per la valorizzazione di ecomusei riconosciuti promosso dalla Regione Lombardia e patrocinato da Remi, la Rete Nazionale dei Parchi e dei Musei minerari. Lo Studioand di Bergamo ha curato il progetto, realizzato in stretta collaborazione, per l’aspetto grafico, con Francesca Perani.


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