Martedì 01 Giugno 2010

Lo spettacolo della natura irlandese
dalla Giant's Causeway alla foresta

Dici Irlanda, non importa se sia quella repubblicana di Dublino o quella monarchica di Belfast, e subito pensi alle colline verdi, alla natura a perdita d'occhio, fino ad avvolgere e penetrare le città. Pensi a un Paese che non abbia da tribolare in campagne ecologiste. Capisci che non è un luogo comune ma una felice realtà consolidata non appena metti piede sull'isola.

Prima della visita alcolica alla storica distilleria di whiskey Bushmills, nell'omonima cittadina della contea di Antrim, con degustazione mattutina a stomaco vuoto di sette annate (ma noi siamo “hard men” ci consola Liz, la nostra guida gentile e sorridente), approdiamo sulla vicina costa oceanica per percorrere, in mezzo a un tripudio di erica e ginestre, la spettacolare Giant's Causeway, il Sentiero del gigante (dichiarato patrimonio mondiale dell'Unesco), nel Nord-est dell'Irlanda del Nord. Ci dicono che maggio e giugno sono i mesi migliori per ammirare i colori di questo paesaggio.

Alla faccia del «Wee Nord», il piccolo Nord, come lo chiamano qui già nel cartello di benvenuto alla frontiera, queste scogliere - disegnate 60 milioni di anni fa da stupefacenti strati di lava basaltica - sembrano scolpite proprio dal gigante Finn McCool, che la leggenda racconta avesse costruito così una passerella per attraversare il mare e andare a battersi con il gigante scozzese Benandonner. E' sorprendente come la lava, solidificandosi, abbia formato pietre esagonali che accatastatesi compongono colonne simili ora alle canne di un organo ora alle corde di un'arpa e più in là a cumuli di monete come quelli del deposito di Paperon de' Paperoni. Poi ci sono gli “occhi del gigante” e lo “stivale del gigante” raggiungibile sulla riva scendendo i “gradini del pastore”.

Villaggi e fortezze lungo la costa atlantica
Siamo più o meno a metà strada della Causeway Coast Way, 53 chilometri da Portstewart a Ballycastle (dove c'è un piccolo monumento a Guglielmo Marconi in memoria degli esperimenti via radio con l'isola di Rathlin compiuti dagli assistenti dello scienziato italiano nel 1898) non prima di aver fatto una puntata a Dunluce Castle (rovine di un castello anglonormanno del XIII secolo) e di aver fotografato Carrick-a-Rede Rope Bridge, ponte di corda (lungo 20, largo 1 e sospeso a 30 metri d'altezza sul mare) che da duecento anni i pescatori montano tra la scogliera e l'isolotto di Carrick-a-Rede.

In pulmino lungo la Causeway Coastal Route, scendiamo verso Belfast passando per i villaggi di Cushendun e Cushendall, attraversiamo Carnlough e Ballygalley per imboccare il fiordo di Belfast Lough e raggiungere Carrickfergus, dove si affaccia sull'oceano l'omonima fortezza. Nel porto adiacente sbarcò Guglielmo III d'Orange nel 1690, prima della vittoriosa battaglia del Boyne. Una statua del condottiero ce lo ricorda.

Gli alberi secolari e i fiori del Tollymore Forest Park
Dopo il soggiorno a Belfast, torniamo in campagna. Un viaggio che ci porterà a Newcastle, nella contea di Down, per alloggiare al lussuoso Slieve Donard Resort & Spa, che dà sulla spiaggia. Qui c'è il campo da golf votato nel 2007 come il migliore al mondo (il Royal County Down Golf Course), qui sono stati ospitati campioni come l'ormai famosissimo Tiger Woods, protagonista di cronache sportive e ultimamente soprattutto di cronache rosa e piccanti.

Prima di arrivare in albergo, facciamo una camminata nel vicino Tollymore Forest Park, ai piedi delle Mourne Mountains, meta degli escursionisti (a proposito: dal 25 al 27 giugno è in programma il Mourne International Walking Festival). Luoghi che hanno ispirato a Clive Staples Lewis (1898-1963) “Le cronache di Narnia”, racconti divenuti anche un film fantasy di successo nel 2005 (con sequel nel 2008). E' uno degli angoli più incantevoli dell'Irlanda del Nord. All'ingresso del parco, che annovera alberi di quattrocento anni e una moltitudine di specie floreali e animali, ci addentriamo tra due ali di rododendri arancioni, gialli e viola. Una meraviglia.

Andrea Benigni

e.roncalli

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