Alto Adige, in alto i calici nei «Vinum Hotels»

Alto Adige, in alto i calici
nei «Vinum Hotels»

L’Alto Adige punta a diventare a tutti gli effetti una meta del turismo vinicolo. Con la capacità imprenditoriale che le è caratteristica, ha saputo creare in pochi decenni una filiera completa della coltivazione vinicola, recuperando un’antica tradizione che risale a 2.500 anni fa.

I bianchi dell’Alto Adige sono ormai noti in tutto il mondo e pure i rossi si stanno facendo strada. Non poteva mancare il complemento dell’offerta turistica, vera specialità della regione.
29 strutture di alto livello, a conduzione familiare, specializzate nel vino, si sono messe in rete, dando vita ai Vinum Hotels dell’Alto Adige. Il modello questa volta è italiano: emulare le famose aree vinicole, prime fra tutte la Toscana e il Piemonte, che hanno trasformato la produzione del nettare degli dei in un’esperienza turistica d’eccellenza.

Tutte le strutture dei Vinuum Hotels si trovano nelle sette zone vinicole della regione e sono gestite da grandi appassionati di vino che hanno uno stretto rapporto con il loro territorio. Gli albergatori prendono per mano gli ospiti e li portano alla scoperta dei vigneti e delle cantine da cui provengono i vini più pregiati.

Una degustazione al Castel Sallegg di Caldaro

Una degustazione al Castel Sallegg di Caldaro

Nei Vinum Hotels Alto Adige la vacanza diventa un’esperienza sensoriale dove il protagonista è il vino. A cominciare dai vigneti lavorati con passione dai viticoltori, passando per giovani cantine o dalla storia plurisecolare, per finire nelle sale di degustazione. Visitando vigne e cantine al fianco di enologi esperti si capisce come, dall’unione tra antiche tradizioni e moderne tecnologie di vinificazione, nascano vini di qualità internazionale. Una cultura enologica, quella altoatesina, che si può apprendere anche nei numerosi workshop organizzati dagli stessi alberghi del gruppo.

Tutte le strutture che fanno parte del circuito dei Vinum Hotels rispondono a precisi criteri di qualità, alcuni dei quali rappresentano dei requisiti essenziali per entrare a far parte del gruppo. Tra questi, criteri di esclusione sono ad esempio: l’ubicazione della struttura che deve trovarsi in una delle zone vinicole riconosciute dell’Alto Adige; la collaborazione dell’hotel con almeno un agricoltore o produttore locale per assicurare prodotti locali nel buffet della colazione.

Ancora, nella carta dei vini della struttura, l’Alto Adige deve essere la zona di produzione maggiormente rappresentata, con almeno uno speciale vino di nicchia altoatesino; ogni albergo deve avere una propria cantina vinicola o una sala degustazioni; l’albergatore deve essere un sommelier certificato o un enologo con licenza per la produzione di vino, tutto il personale di servizio deve essere istruito sul tema vino e deve aver partecipato almeno a un seminario di base sul vino.

Criteri di esclusione sono anche le esperienze di vino da garantire ai propri clienti: quattro alla settimana, di cui una effettuata con l’albergatore che accompagna di persona gli ospiti. Due esperienze sul tema vino devono svolgersi all’esterno, ad esempio visite guidate ai vigneti o in una cantina, escursioni enologiche e altro. Le altre due esperienze sono le degustazioni di vini che si svolgono nella sala degustazioni o nella cantina della struttura.
Il controllo di qualità e dei requisiti essenziali viene effettuato con delle visite in incognito ogni due anni in ogni struttura.

Un eccellenza tra tutti lo Schloss Hotel Korb****S di Missiano, Appiano, nella zona vinicola Oltradige. Le mura medioevali del maniero, che svetta sopra una roccaforte del gusto come Appiano offrendo un panorama straordinario, custodiscono stanze altrettanto fiabesche. Basta uscire dalla cinta difensiva del castello per ritrovarsi tra vigneti, meleti e boschi dove passeggiare è sinonimo di rigenerazione. Nella cantina «Schloss Korb» con visita del Bunker e del cunicolo dove maturano, nelle botti Barrique, i vini premiati di Fritz Dellago.


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