Dal Civetta alla Marmolada Un’esperienza… Superski

Dal Civetta alla Marmolada
Un’esperienza… Superski

La neve quest’inverno si fa desiderare, ma quella poca caduta, unita all’innevamento programmato, permette anche quest’anno al comprensorio del Civetta (il più grande del Veneto, con 4 paesi collegati: Alleghe, Selva di Cadore, Palafavera e Zoldo) di presentarsi al meglio per gli appassionati dello sci.

Un comprensorio in grado di offrire, come sempre, emozioni e divertimento in una cornice naturale di prim’ordine, tra i monti Civetta e Pelmo, tra i più suggestivi delle Dolomiti. Abbiamo fatto base ad Alleghe per “esplorare” le piste del Civetta e per spingerci oltre, sui tracciati suggestivi che compongono il Giro della Grande Guerra, attraversando in lungo e in largo quell’immenso carosello sciistico che è il Dolomiti Superski: riunisce 12 comprensori diversi per un totale di ben 1.200 chilometri di piste, serviti da 450 impianti di risalita.

Il Civetta
Alleghe è forse la porta principale per entrare nello Ski Civetta: 80 chilometri di piste adatte ad ogni livello di abilità.

Dai quasi 1.000 metri di quota del paese, affacciato su uno splendido lago, ghiacciato d’inverno, si sale rapidamente con una comoda cabinovia ai 1.470 metri dei Piani di Pezzé e poi, con un’altra cabinovia si arriva in cima, ai quasi 2.000 del Col dei Baldi, di fronte all’imponente monte Pelmo, che domina la scena. Sci ai piedi, comincia il divertimento. Via, sulle prime piste baciate dal sole del mattino, verso il monte Fertazza. E poi giù, su un tracciato suggestivo e con discrete pendenze, fino a Pescul. Diverse le piste che si intrecciano, servite da rapide seggiovie. Risalendo al Col dei Baldi, ecco una lunga strada in una splendida conca innevata che porta verso la Val di Zoldo e i suoi tracciati, anche qui serviti da impianti funzionali e veloci. Sulle piste, ampie e segnalate prevalentemente come azzurre e rosse, c’è posto per tutti. Non mancano lo snow park e attrezzature adatte soprattutto ai bambini, cui la scuola sci dedica un’attenzione speciale.

In una giornata, con buone gambe, è possibile girare l’intero comprensorio, cambiando di volta in volta tracciato e alzando lo sguardo verso paesaggi diversi ma sempre di grande suggestione, con l’occhio verso le cime dolomitiche o i boschi e le baite dei pendii che accarezzano la valle di Selva di Cadore, la Val Fiorentina.
Suggestivo il rientro: vale la pena godersi la discesa dal Col dei Baldi ad Alleghe. Il tracciato è lungo e diversificato, tra pendenze impegnative e falsopiani, con diverse varianti che si distendono nei boschi. Unica nota stonata, quando l’abbiamo affrontato, in pieno pomeriggio, il fondo rovinato dalle alte temperature della giornata (questo inverno anomalo non finisce di stupire), con cumuli e cunette di neve riportata ad alternarsi con tratti di fondo duro e con poca tenuta. Divertimento assicurato per chi ama “saltare” tra una cunetta e l’altra o provare la sensazione di lasciar andare gli sci senza “grip” sulla pista. Ma servono attenzione e prudenza.

La Grande Guerra
Il giro della Grande Guerra, insieme al Sellaronda è una delle due proposte più note per attraversare il Dolomiti Superski. Naturalmente si possono “aggredire” da tante località diverse e vivere in molti modi: vuoi con la smania di “macinare” chilometri sugli sci, vuoi con l’andatura lenta di chi si gode ogni singola discesa e magari le soste nelle splendide baite collocate sui tracciati. Si può anche programmare di farne solo qualche pezzo… in senso orario o antiorario. Insomma, due giri da costruire su misura.

Da Alleghe, in una giornata, ci siamo avventurati sul Giro della Grande Guerra, consapevoli di attraversare non solo paesaggi e luoghi stupendi, una natura ricca di fascino, ma anche valli e montagne immerse nella storia, dove durante la prima guerra mondiale si sono consumate – e hanno lasciato traccia – le fatiche e i sacrifici, le vite di tante persone. Prima di partire, un’accortezza: meglio affrontare il Giro con una guida esperta, qualcuno che conosce tutti i collegamenti. Sono segnati, è vero, ma il rispetto di tempi e tracciati diventa importante per riuscire a completare il giro in giornata senza affanni e l’esperienza aiuta. Da Alleghe la partenza è con la prima cabinovia, alle 8,30 fino ai Piani di Pezzè e poi al Col dei Baldi, da dove ci si dirige al Fertazza e si scende fino a Pescul, con un paio di impianti e di piste da attraversare. A Pescul gli sci si tolgono e si sale sul bus (costo 5 euro) che, in una buona mezzora, porta fino ai 2.000 metri di Fedarè, da dove riparte l’avventura sci ai piedi. Con un paio di seggiovie e lunghi tracciati si affronta il raccordo fino al Nuvolau e poi dal Cinque Torri al Col Gallina, fino al Passo Falzarego.

Di nuovo via gli sci, per attraversare la strada e salire sulla funivia suggestiva che porta al Lagazuoi: una campata unica, dai 2.100 metri del Passo ai 2.778 della stazione a monte, da dove si gode un paesaggio stupendo sulle montagne intorno, con le aperture nella roccia scavate durante la guerra, dagli alpini che portavano armi e si trinceravano in quota.

Dal Lagazuoi comincia una lunga discesa da godere metro per metro. Neve in ottime condizioni, paesaggio suggestivo e pista che dall’apertura delle quote alte si infila poi tra i pendii, fino al rifugio Scotoni (a quasi 2.000 metri), lambisce pareti coperte da cascate di ghiaccio, fino al rifugio Capanna Alpina (1.726 metri) e poi all’Armentarola. Col diversivo simpatico e inusuale di un lungo pianoro finale da attraversare trainati dalle carrozze a cavalli (si paga, 3 euro), tutti aggrappati a lunghe corde.

Dall’Armentarola si riparte con gli sci entrando in Alta Badia, a San Cassiano per attraversare piste famose, tra gli abeti e i larici, servite da ottimi impianti, fino al passo Campolongo e poi ad Arabba. Una sosta per rifocillarsi, magari prendere il sole, tirare il fiato… c’è solo l’imbarazzo della scelta tra i rifugi aperti sulle piste.

Il tratto finale del Giro riserva ancora sorprese ed emozioni, con lunghe piste impegnative e vedute da ricordare, tra la salita a Porta Vescovo e poi il Passo Padon, con vista sulla Marmolada, per affrontare l’ultima discesa verso la Malga Ciapela, dove riprendere il bus verso Alleghe (a pagamento).

Si arriva stanchi, ma soddisfatti, dopo chilometri di piste per una giornata di sci molto diversificata. Mai lo stesso tracciato, paesaggi nuovi di continuo, condizioni di neve e meteo anche molto variabili, con escursioni di altitudine tra i 1.000 e quasi 3.000 metri. Un’esperienza che appassiona, davvero…. Superski.

Per info: www.skicivetta.com e www.dolomitisuperski.com/it

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