Venerdì 30 Maggio 2014

Strada del Soave

Adotta un vigneto

Strada del Soave

Adotta un vigneto. E’ la proposta intrigante della Strada del vino Soave (www.stradadelvinosoave.com; tel. 045.7681407), l’associazione che conta un centinaio di soci tra cantine, agriturismi, ristoranti, trattorie, hotel, B&B, frantoi e aziende di prodotti tipici raccolte in un territorio di circa 50 chilometri, tra colline e castelli, vigneti, ulivi e piante di ciliegio. Uno spettacolo naturale affascinante, tutto da scoprire, e che, osservato con cura, rivela il suo segreto: una comunità di persone innamorate della terra, dei suoi prodotti, della “fatica” contadina che si accompagna all’accoglienza e al desiderio di trasmettere e condividere le proprie passioni.

Proprio in questa linea va la proposta della Strada, che permette di “adottare” un minimo di 50 viti di Garganega (il vitigno autoctono) al costo di 100 euro all’anno. In cambio, il viticoltore adottivo riceve un attestato con l’estratto del mappale della vigna di cui fanno parte le viti di Garganega adottate e 12 bottiglie di vino Soave Doc all’anno, eventualmente personalizzate nell’etichetta. Ma soprattutto, accordandosi con la Strada e con lo specifico produttore, proprietario delle vigne “adottate”, il viticoltore adottivo può assistere a potatura e vendemmia, prendendo così parte, in modo speciale, a un momento importante e ricco di suggestioni e cultura. Alla scadenza del primo anno, il patto d’adozione può essere rinnovato e, dopo il secondo anno consecutivo d’adozione, il nome del vignaiolo adottivo viene affisso sul palo di testa del filare adottato.

Vino e prodotti tipici

Il filare di Garganega è forse il segno più caratteristico di un territorio – sui colli tra Verona e Vicenza – che merita di essere visitato e ha molti motivi di attrattiva, a cominciare dalle eccellenze enogastronomiche. Il vino Soave Doc, anzitutto: prodotto dalla coltivazione e lavorazione della Garganega, è un bianco dai sentori di mandorla e fiori bianchi, da consumarsi a tutto pasto. Con le uve appassite sui graticci prima della pigiatura si produce anche il Recioto di Soave Docg, vino da meditazione e da dessert. E poi il Soave classico, superiore… anche con le bollicine. Variazioni su un tema che intreccia il vitigno di Garganega e quello di Trebbiano, seguendo la maestria di enologi e contadini, tra innovazione e “segreti” che si trasmettono di padre in figlio.

Ma nelle terre del Soave c’è anche il pregiato olio extravergine, c’è una produzione di ottimo formaggio (il Monte veronese Dop), c’è quella del prosciutto crudo (con una lavorazione artigianale e salatura a mano) e quella della tipica “soppressa”. C’è poi la coltivazione dei piselli (i Bisi) e soprattutto ci sono loro, le ciliegie. Dopo la vite e l’olivo il ciliegio è la terza coltura diffusa nella zona di produzione della Strada del Vino Soave. Le ciliegie coltivate sulle colline della zona sono state identificate col marchio “Mora di Cazzano” dal paese che ha maggiormente sviluppato la coltivazione. La Mora di Cazzano matura in maggio, presenta un colore rosso cupo e intenso, ha calibro medio grande e la polpa è molto dolce e succosa. Tra fine maggio e giugno si susseguono le sagre e le occasioni per gustare (e acquistare) le ciliegie.

E una volta c’era… il mare

Non solo vino e cibo. Una visita nelle terre del Soave non può dimenticare di fare tappa a un’eccellenza come i musei dei fossili di Bolca e Roncà, che raccolgono preziose testimonianze di quando l’Est veronese, cinquanta milioni di anni fa, era un mare tropicale, con un importante complesso vulcanico attivo. Nel Museo dei Fossili di Bolca (www.museodeifossili.it), gestito dal Parco naturale regionale della Lessinia in convenzione con la famiglia Cerato, proprietaria delle cave di fossili, sono custoditi oltre 500 esemplari di pesci, rettili, crostacei, molluschi, piante marine e terrestri, ancora intatti nelle forme e nei colori originali, esposti a seconda della loro ambientazione, da quelli costieri alla fauna di mare aperto, dalle piante agli animali delle isole. Tra i reperti più significativi, esemplari di pesci angelo, squali, torpedini e pesci della barriera corallina. A 2 chilometri dal Museo dei Fossili si trova la Pesciara, giacimento fossilifero unico nel suo genere. Oltre alla possibilità di osservare le gallerie da cui sono stati estratti i preziosi fossili, per gli appassionati e i gruppi scolastici è stata predisposta un’ampia area didattica dove, muniti di piccoli attrezzi, ci si può esercitare nell’apertura di piccole lastre frutto degli scarti di lavorazione degli scavi ufficiali, trovando con facilità fossili comuni.

Non solo auto

Il territorio della Strada del vino Soave si raggiunge con facilità, in auto, dall’autostrada A4 (Milano-Venezia) e offre piacevoli strade collinari da percorrere a ritmo lento, gustando anche il paesaggio. Ma ci sono anche diverse ciclabili, e percorsi cicloturistici appositamente mappati, per gli appassionati delle due ruote. C’è poi l’opportunità di addentrarsi tra i sentieri a cavallo, fruendo anche di iniziative organizzate da alcuni centri equestri che organizzano passeggiate adatte anche ai principianti.

Proposte di alloggio

La Strada del vino Soave propone diverse soluzioni di alloggio. Due esempi: lo Sporting Hotel San Felice (www.sportingsanfelice.com) a Illasi è una location pratica ed essenziale, con un magnifico belvedere, una piscina esterna da godere nella stagione calda e attrezzature sportive, con i prezzi che variano da 50 a 60 euro per la camera singola con prima colazione e da 60-70 euro per la doppia con prima colazione; per chi ama la tipologia del B&B, una soluzione particolarmente elegante è Corte Caliari (www.bebcortecaliari.com), ai margini del paese di Cazzano di Tramigna, all’incrocio delle Strade dei Vini Soave e Valpolicella: tre stanze recentemente ristrutturate, ampie ed eleganti, con prezzi che variano dai 65 ai 110 euro a camera per 2 persone.

Per altre informazioni sul territorio e l’ospitalità: www.stradadelvinosoave.com

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