Sempre più famiglie e piccoli imprenditori bergamaschi finiscono stritolati dai debiti. I numeri parlano chiaro: le richieste d'aiuto presentate all'Organismo di Composizione della Crisi sa sovraindebitamento dei Dottori Commercialisti di Bergamo sono balzate dalle 116 del 2024 alle 139 del 2025, segnando un +20%. Un'emergenza che non frena nemmeno quest'anno, con oltre 80 istanze già sul tavolo nei primi mesi del 2026.Istituito nel 2015 e autorizzato dal Ministero della Giustizia, l'Organismo interviene proprio per offrire una via d'uscita a chi non ce la fa più. Il meccanismo è lineare: il cittadino presenta i documenti, viene nominato un commercialista come Gestore della Crisi e, in circa 6-9 mesi, la pratica approda in Tribunale. Da lì parte un percorso triennale che può portare alla cancellazione definitiva dei debiti non saldati. Non di rado l'intervento si trasforma in un supporto psicologico indiretto, fondamentale per dare respiro a chi è allo stremo ed evitare che il disperato peso economico sfoci in gesti tragici.A spingere le persone nel baratro finanziario è soprattutto la crisi di coppia: viene meno il secondo stipendio e raddoppiano di colpo affitti e bollette. Subito dopo arrivano le attività commerciali travolte dall'onda lunga del Covid e i casi complessi legati a ludopatia, dipendenze o violenze domestiche, per i quali scatta il codice rosso e l'aiuto dei servizi sociali.Se da un lato le cause sono spesso legate a imprevisti drammatici, dai commercialisti arriva comunque un richiamo alla responsabilità: lo strumento di legge non deve diventare una scorciatoia per chi ha speso senza freni. Da qui la proposta di portare l'educazione finanziaria direttamente sui banchi delle scuole superiori, per insegnare ai giovani a gestire il credito al consumo ed evitare di cadere nella trappola dei debiti.Servizio di Paola Abrate
