Siamo nel novembre 2023 e i dipendenti scioperavano perchè non arrivavano gli stipendi e per scongiurare la chiusura dell'azienda, la Ankorig di Bagnatica, metalmeccanica specializzata nella realizzazione di attrezzature per applicazioni geotecniche, era già bella che finita.Era già stata acquisita a un euro da una società che aveva promesso di operare per rilanciarla e poi di dividere i futuri guadagni con il titolare, ma di fatto invece è stata svuotata di tutto il denaro che era rimasto.I due nuovi titolari, indagati dalla Gdf e residenti a Dubai, giravano con due fiammanti Ferrari Roma, noleggiate con i soldi della Ankoring a 7mila euro al mese fino a spenderme 170mila solo per i due bolidi rossi, e intanto i dipendenti, 40, perdevano il lavoro e finivano in strada.Sono 3 gli indagati dai finanzieri del Comando Provinciale, c'è anche il prestanome, bergamasco, e sequestrati beni e disponibilità per oltre 5,6 milioni di euro.Sequestrate due società, la prima usata dagli indagati come una vera e propria 'boutique di consulenzafinanziaria'. Il meccanismo era questo. Andavano dall'imprenditore in difficoltà e dicevano. Io ti risollevo l'azienda, faccio investimenti, e quando torna bella e florida la rivendo e ti prendi un 25% di percentuale. Intanto fatturavano consulenze (false) a prezzi folli, studi (falsi) a prezzi folli e via via svuotavano l'azienda. Fra queste operazioni anche il leasing per le Ferrari a spese degli operai licenziati.Una condotta seriale ha scoperto la Gdf, attuata almeno con altre 4 aziende.La seconda società sequestrata ha sede legale a Roma ma opera a Varese ed ha 200 dipendenti ed è stata affidata ad un amministratore giudiziario. Ha rivuto finanziamenti dallo stato per 3,3 milioni garantiti al 70%. Ma 2,2 milioni sono finiti dritti nelle loro tasche.Il terzo indagato, bergamasco prestanome dell'impresa, pienamente consapevole della situazione, voleva uscireda questo giro, ma fu minacciato dagli altri due. "Se parli sei dentro fino al collo. Sappi che ho già un procedimento in corso percheè sono legato alla criminalità organizzata". E così decise di restare senza denunciare.Simona Befani
