Succede anche agli ibis, uccelli sacri nell’Antico Egitto che appaiono nei geroglifici delle piramidi e nei papiri conservati nei musei, di sbagliare un passo, cadere e fratturarsi una zampa. Ma se ciò accade al Parco faunistico «Le Cornelle» di Valbrembo la situazione si indirizza tempestivamente verso una pronto rimettersi in sesto. L’esemplare di Ibis che s’è rotto nei giorni scorsi la zampa sinistra, cadendo dalla sua piattaforma, è stato curato con un chiodo metallico introdotto nell’arto. L’operazione è stata condotta da Rainer Schneider, responsabile sanitario del Parco, utilizzando un’apparecchiatura, l’intensificatore di brillanza, che ha permesso di intervenire sull’animale senza la necessità di effettuare tagli alla zampa. Il chiodo è stato introdotto con l’aiuto di un monitor che riproduceva le immagini interne dell’osso dell’animale. Questo ha permesso di bloccare temporaneamente l’articolazione della zampa. Quando si formerà «il callo osseo» il chiodo verrà estratto e l’ibis potrà tornare a zampettare normalmente. Ovviamente con l’incedere altezzoso degno di un faraone.
Bruno Silini