La storia segue la famiglia Fontana, che, arrivata sull’orlo di una crisi personale e familiare, decide di abbandonare la città e tutto ciò che la rende soffocante. Gerry, ricercatore universitario precario, vive sospeso tra contratti temporanei e frustrazione. Ilaria, vigilessa abituata al traffico, al rumore e alla tensione continua delle strade cittadine, sente di non avere più spazio per respirare. Con loro c’è Giulio, adolescente inquieto e in piena trasformazione. Stretti in un piccolo bilocale e logorati dalla stanchezza, dalla precarietà e da una relazione ormai spenta, i tre arrivano alla stessa conclusione: per salvarsi bisogna cambiare vita. La soluzione sembra semplice e quasi romantica: lasciare la città e tornare alla natura. La famiglia decide di trasferirsi in campagna, con il sogno di trasformare una vecchia fattoria abbandonata in una piccola azienda agricola. L’idea è quella di ricominciare da capo, ritrovare equilibrio, silenzio e magari anche l’intimità perduta. Ma la natura, presto, si rivela tutt’altro che idilliaca. Tra raccolti disastrosi, insetti aggressivi, errori clamorosi nei lavori della fattoria e l’ingombrante presenza di un vicino milionario che gioca a fare il contadino per hobby, la nuova vita prende una piega imprevedibile. Nel frattempo Giulio scopre il primo amore, aggiungendo nuove complicazioni a un equilibrio già fragile. Così, tra disavventure e illusioni che appassiscono una dopo l’altra, il sogno “green” dei Fontana si trasforma in una commedia di sopravvivenza rurale. Perché se la città li stava strangolando lentamente, la campagna — con le sue regole implacabili — non è certo più indulgente.