Sabato 19 Aprile 2014

Da Rovetta migranti da mezzo secolo

«La nonna in Nigeria, io in Austria»

Lara Trussardi, con la sciarpa verde, insieme ai compagni di studi di una Winter School a Greenwich

«Mi hanno sempre appassionato le storie che mia nonna mi raccontava quando ero bambina sulle sue avventure straniere in Svizzera e poi in Africa, in Nigeria. E mai e poi mai mi sarei aspettata di superare anch’io quei confini».

«Una seconda migrazione, cinquant’anni dopo... Non era stato facile per loro partire. Non lo è stato per me». Lara Trussardi ha 25 anni ed è partita da Rovetta (come i suoi nonni) otto mesi fa per un dottorato in Matematica all’Università tecnica di Vienna.

«Nella valigia dei miei nonni c’era sempre un pezzo di grana – racconta –, nella mia una formaggella. Nella loro fogli e penne per scrivere a chi era rimasto in Italia. Nella mia un computer e tanti indirizzi mail e contatti Skype. Ma in entrambi i casi si è partiti portando nel cuore le nostre montagne. Il motivo è sempre lo stesso: il lavoro o la mancanza di lavoro».

Leggi tutta la storia su L’Eco di Bergamo del 20 aprile

Perché «Bergamo senza confini»

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