«Ho mollato tutto Vivo alle Bahamas»

«Ho mollato tutto
Vivo alle Bahamas»

Sapete che vi dico? Mollo tutto e vado alle Bahamas... Quanti, davanti allo specchio la mattina prima della routine quotidiana, si sono detti almeno una volta: mollo tutto e parto per... Beh, c’è qualcuno che non solo l’ha detto ma l’ha fatto.

È Paola Consoli, originaria di Vigolo, sul lago d’Iseo. Per la fatidica soglia degli «anta» si è concessa una piccola follia: ha lasciato un lavoro da responsabile del personale e ha messo su casa a Harbour Island, isola dell’arcipelago delle Bahamas, dove oggi è fotografa e videomaker, oltre che pronta a lanciarsi in un nuovo progetto che lega Bergamo alle 700 isole e isolette dell’Oceano Atlantico.

Di che cosa ti occupavi a Bergamo prima della partenza per le Bahamas?

«In Italia ero responsabile del personale di una società di Milano. La mia vita si svolgeva tra le mura del mio ufficio, il metrò e la mia casetta».

Paola Consoli in versione videomaker

Paola Consoli in versione videomaker

Quando hai deciso di mollare tutto e trasferirti lì?

«La decisione è arrivata da sé, nel momento più inaspettato. Per due anni infatti ho fatto la pendolare Italia - Bahamas per amore: tutti avrebbero pensato che il grande passo sarebbe arrivato con il matrimonio invece è arrivato quando ci siamo lasciati. Alla fine della storia con il mio ex compagno sono ritornata sull’isola con l’intenzione di salutare gli amici e di tornare alla mia vita ordinaria. Pochi giorni prima di rientrare ho iniziato a stare malissimo, piangevo tutti i giorni, allora ho deciso di seguire il mio istinto e di rimanere: da quel momento la mia vita è cambiata. È stato il momento più doloroso e felice allo stesso tempo».

Che cosa ti piace della vita sull’isola?

«La semplicità, la sensazione di vivere in un’unica grande famiglia grazie all’affetto e al calore dei bahamiani, la natura che ci circonda, ma anche il fatto di vivere in una meta tra le più ambite dal turismo di alto livello internazionale (Harbour Island) e di potersi sedere a bere una birra da “Sammy’s” o a “Beyond The Reef” con milionari e celebrità in infradito e bermuda. Sono cresciuta in una piccola realtà di provincia, Vigolo, un paese di 600 persone sul lago di Iseo, le mie radici sono intrise di natura, chiacchiere tra compaesani e il meraviglioso panorama del lago e di Montisola. La città è stata il mio sogno per anni, ma dopo un po’ ci si sente soffocare, soprattutto quando ti rendi conto che potresti fare meglio per il tuo lavoro e te stessa in una situazione diversa. Qui sento di aver trovato la mia condizione ideale per vivere e lavorare, un ambiente semplice in un contesto internazionale, sospesa tra l’oceano e il cielo».

E che cosa non ti piace?

«Non mi piace il fatto di essere lontana dalle mie amicizie, soprattutto dalla mia migliore amica Cindy e dai suoi bimbi, per il resto non c’è qualcosa che non mi piaccia, è solo tutto diverso e mi adeguo».

Com’è una giornata su un’isola?

«L’unica costante sono le passeggiate con il mio cagnolino Briland, un miniature pinscher: alle 6,30 mi zampetta sulla spalla per svegliarmi e dirmi che è ora di mangiare e di uscire. Iniziare la giornata passeggiando a piedi scalzi sulla spiaggia carezzati dal vento e accompagnati dal frangersi delle onde, anziché con il suono dei clacson e lo smog della città, è un gran privilegio. Per il resto le giornate sono contraddistinte da tanto lavoro, tante ore davanti al mio Mac a editare o in giro con le mie Canon. La mia passione per la fotografia ormai è una professione».

Questa esperienza ti ha aiutato a capire qualcosa? E se sì, che cosa?

«Mi ha aiutato a capire che non c’è niente di più prezioso che stare bene con se stessi: spesso si cresce vivendo nelle aspettative altrui, alienandosi dalle proprie passioni ma alla fine ti rendi conto che la vita è solo una e che merita di essere vissuta nel rispetto più assoluto di se stessi e delle proprie ambizioni. Questo atteggiamento può sembrare un po’ egoistico, ma meglio un egoista sincero che un ipocrita frustrato. Mi ha aiutato a capire che nella vita serve poco per essere felici: la felicità è ha portata di mano, ma spesso abbiamo le mani occupate a barattarla con qualche futile oggetto di consumo, destinato a darci una temporanea soddisfazione. Ha confermato quello che da tempo pensavo, ossia che non ci sono limiti se non quelli che costruiamo nella nostra mente».

Come ti sembra Bergamo vista dalle Bahamas?

«Devo dire che grazie a questa esperienza ho rivalutato tanto la mia terra: da lontano ho iniziato ad apprezzare di più le mie radici e a esserne fiera, a rafforzare gli affetti sinceri. In tutto il mondo apprezzano la nostra Italia, la nostra cultura, il nostro cibo, la nostra storia, purtroppo pochi conoscono il nostro territorio, la maggior parte ha sentito parlare del lago di Iseo per i motoscafi Riva. Qualche anno fa ho portato degli amici americani a visitare il lago di Iseo e la Franciacorta e sono rimasti entusiasti, allora è nata l’idea di promuovere sull’isola la mia terra con le mie foto, video e la mia esperienza di vita. L’intento mio e del mio compagno Jonathan Wells, è di promuovere tra i bahamiani e i turisti americani e inglesi che scelgono questa meta per le loro vacanze il nostro territorio e i nostri prodotti, e ovviamente anche il contrario! Il progetto è ambizioso e non facile, però abbiamo tanti amici che ci sostengono e ci stanno aiutando a promuovere l’idea. In Italia la nostra avventura è spesso in onda su “Radio Number One” e a breve lanceremo sull’isola il primo prodotto totalmente ideato e prodotto sul lago di Iseo, i bracciali della L4K3».

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

«Il mio sogno è di poter continuare a vivere questa vita il più a lungo possibile, sto vivendo nel mio sogno diventato realtà, cosa potrei volere di più!?».

Essere più vicini ai bergamaschi che vivono all’estero e raccogliere le loro esperienze in giro per il mondo: è per questo che è nato il progetto «Bergamo senza confini» promosso da «L’Eco di Bergamo» in collaborazione con la Fondazione della Comunità Bergamasca. Per chi lo desidera è possibile ricevere gratuitamente per un anno l’edizione digitale del giornale e raccontare la propria storia. Per aderire scrivete a [email protected] o cliccate qui.


© RIPRODUZIONE RISERVATA