Domenica 24 Agosto 2014

Shanghai, metropoli degli affari

E così un fratello tira l’altro

I fratelli Lorenzo (a sinistra) e Giorgio Riccardi

Viaggiatore appassionato, innamorato dell’Oriente e del suo lavoro a Shanghai. Ora con un fedelissimo compagno di lavoro: in Cina con Lorenzo Riccardi, 37 anni di Bergamo città, c’è anche il fratello Giorgio, 33 anni. Entrambi commercialisti ed entrambi con la passione per il mondo frenetico e intenso dell’Asia: i due fratelli vivono a Shanghai dove hanno aperto un studio di commercialisti che ha una seconda sede in Vietnam.

Non scherzano Lorenzo e Giorgio: professionali, pochi fronzoli e grandi progetti. Lorenzo è partito per la Cina 8 anni fa: «Dopo la laurea in Economia e Commercio all’Università di Bergamo, ho lavorato in città e continuato a collaborare con l’ateneo, ma la passione per l’Oriente è sempre stata radicata in me: amo viaggiare e riconosco a questa area del mondo una dinamicità incredibile, dal punto di vista culturale e imprenditoriale» spiega Lorenzo che, tra l’altro, a Shanghai è ora membro del direttivo della Camera di Commercio italiana in Cina.

Un ruolo determinante dettato da un curriculum di alto livello: prima un master a Pechino in business finanziato dall’Università La Sapienza di Roma, poi le prime collaborazioni con gli studi italiani di commercialisti in Cina. «Subito mi sono trasferito a Shanghai: qui sono entrato nel dipartimento fiscale di Birindelli Associati, primo studio italiano in Cina, collaborando in seguito con Studio Chiomenti». Perché Shanghai? «È la città che al mondo ha il più alto numero di investimenti esteri – spiega Lorenzo –. E poi la Cina è sempre stata il mio grande amore».

Una passione che arriva da lontano: dalla natura sconfinata, dalla storia antica e da un amico, lo scrittore scomparso da qualche anno Giorgio Bettinelli: «Il primo viaggio in Cina l’ho fatto proprio per andare a trovarlo: lui aveva scelto di vivere al confine con la Birmania, on the road, con la sua immancabile Vespa, nostra passione comune».

La «vita cinese» di Lorenzo, che qui vive con la sua fidanzata, è invece più da business man: «La Vespa l’ho lasciata a Bergamo, dato l’inquinamento che c’è a Shanghai le motociclette sono praticamente vietate. Ma quando torno in Italia un giro me lo faccio, fin a San Vigilio, su e giù per le Mura» sorride e si rituffa nel suo mondo finanziario: «Ho uno studio di commercialisti in autonomia – spiega –. È diretto da me e mio fratello che mi ha raggiunto a Shanghai. Abbiamo oltre venti commercialisti che lavorano con noi, la maggior parte cinesi e italiani, ma anche vietnamiti che sono nella nostra seconda sede a Ho Chi Minh City, in Vietnam, area in cui le aziende italiane si stanno spostando», continua Lorenzo, che tra l’altro da Shanghai continua a collaborare con l’Italia, tra pubblicazioni, articoli e guide sulla fiscalità di India, Cina e Vietnam pubblicate da Il Sole 24 Ore.

«Con mio fratello stiamo lavorando ora su una guida relativa alla diversità di investimenti nel mondo asiatico» continua Lorenzo, che non finirebbe mai di parlare di numeri e rapporti commerciali. Un lavoro e una passione che lo accomunano a Giorgio, con cui ora divide un grande appartamento nella metropoli: «Condividiamo anche l’amore per il viaggio e l’arte cinese, in particolare la fotografia, e quindi capita spesso che giriamo l’Asia, fino in Indonesia e Malesia. Ultimi viaggi? In Tibet con il Treno del cielo, un tour della Mongolia, ma anche della Siberia».

Giorgio però torna anche spesso a Bergamo: «Circa ogni tre mesi, per seguire i numerosi clienti italiani e bergamaschi con affari internazionali in Cina. Io sono il pendolare dei due fratelli» scherza il 33 enne, che con Lorenzo si occupa di clienti come Trussardi, Siad e Radici Group.

E se Giorgio difficilmente si trasferirebbe definitivamente in Cina («Troppo legato a Bergamo e all’Italia» dice), Lorenzo è radicato: «Shanghai è una città entusiasmante, divertente, e lavorare con questo mercato è stimolante: il massimo per chi si occupa di investimenti».

Ma non c’è solo il lavoro, c’è una comunità internazionale molto florida. «Solo a Shanghai ci sono 5 mila italiani – commenta Lorenzo, che ama alla follia i continui viaggi in Oriente –, ho occasione di viaggiare in lungo e in largo: se a Bergamo a piedi raggiungevo ogni mia meta cittadina, da casa al lavoro al tempo libero, qui prendo molti aerei: in due ore di volo sono in Corea, con tre in Giappone» spiega Lorenzo, che ogni tanto torna a Bergamo: «Famiglia e amici hanno la priorità, e poi subito un giro in Maresana e in Val Seriana, dove andavo da bambino». Ma anche una mangiata di polenta e brasato, l’aperitivo in centro con gli amici di vecchia data: «Ma poi ho bisogno di tornare qui, dove tutto è più frenetico e immenso: Bergamo mi dà pace, adoro le sue montagne vicine, quel senso di “tutto a portata di mano”. Ma poi prendo un volo e arrivo tra le luci di Shanghai. Qui amo il tramonto sul Bund, lo skyline di Pudong, la rapidità con cui la metropoli cresce e migliora. Sempre in evoluzione, sempre pronta a sorprendermi, quasi fosse una continua sfida» commenta Lorenzo. Giorgio invece resta legato a «quelle relazioni intime di una città come Bergamo, con i suoi borghi antichi, le tradizioni locali, un senso più misurato dei rapporti e delle distanze che percepisco e amo ogni volta che torno» spiega il 33enne che nella sua città ha imparato anche a gestire il «mondo orientale»: «Utilissimi nel lavoro e nella vita la determinazione e concretezza che caratterizzano la maggior parte di noi bergamaschi, doti importanti per vivere a Shanghai».

Due fratelli legati alla loro città in maniera diversa e comunque appassionata, con Lorenzo che già pensa alle prossime vacanze di Natale: «Tornare a casa e rivivere i colori della natura di Colere e Lizzola, immutabili e intatti. Poi un volo verso le Filippine, per tornare infine in Cina».

Nuovo business, nuove relazioni internazionali. Ma la Vespa, in via Sant’Alessandro, lo aspetta in garage. Pronta per nuove scorribande che solo a Bergamo, sui suoi splendidi Colli, Lorenzo può assaporare.

Fabiana Tinaglia

IL PROGETTO BERGAMO SENZA CONFINI

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