Sotto la giacca
Maria Elena Boschi

Sotto la giacca

“La ministra piace a tutto l’emiciclo”. Oppure: “La deputata è di sana Costituzione”. Ad avercelo ancora, quel filone cinematografico lì, ci si potrebbe sbizzarrire: “Il voto segreto di Maria Elena”. Giù di doppi sensi, insomma, e di strizzatine d’occhio. Il genere soft-sexy – o commedia sexy all’italiana - non ha mai raggiunto gli Anni ’90, limitandosi a tappezzare i due decenni precedenti con le sue locandine ammiccanti piene di Edwige e di Glorie, di Giovannone e di liceali. A distruggerlo, chi lo sa, forse il dilagare della pornografia o, come ad alcuni piace pensare, un’improvvisa “maturazione” del pubblico.

Circostanza, quest’ultima, che ci sentiamo di escludere. Lo dimostra quanto accaduto di recente alla scuola di formazione politica del Pd. Durante il suo intervento dal palco, il ministro Maria Elena Boschi, in tutto il suo burroso fascino etrusco, si è sfilata la giacca provocando in platea quello che è stato definito un “brusio” ma che ai coevi di quel cinema ormai perduto è sembrato più il suono di cento Alvaro Vitali mugolanti, di cinquanta Carotenuto in fregola e di settantacinque Banfi “arrapeti”.

Un momento “vivo” di commedia all’italiana che, invece di finire in un modesto video digitale, avrebbe meritato di venir colto da un regista di genere: non dico Dino Risi o Steno, ma almeno Mariano Laurenti o Michele Massimo Tarantini. Mestieranti ai quali il brivido caldo dell’assemblea del Pd – e chi l’avrebbe detto che ai tempi di Renzi nella politica scorresse ancora sangue caldo? - ha tardivamente riconosciuto l’abilità di individuare e isolare, tra nudità gratuite, barzellette elevate a dignità di sceneggiatura, trame improbabili e logora attrezzatura da avanspettacolo, l’insopprimibile inclinazione al voyeurismo degli italiani, l’irrisolto rapporto con il sesso, l’intimità vissuta più in cantina che in camera da letto. Un gesto e la ministra ha dimostrato che nulla è cambiato dai tempi di Edwige della sua Ubalda. Non solo: nulla è cambiato, e nonostante la ministra di occupi proprio di Riforme, nulla sembra destinato a cambiare.


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