Bergamo, città da restaurare:
tanti rattoppi e troppe buche

Bergamo, città da restaurare: tanti rattoppi e troppe buche

C’è la strada asfaltata a metà, il marciapiedi rifatto su un tratto e ancora da rifare dall’altro, il porfido con qualche pezza di bitume proprio davanti al palazzo del Comune. E poi le buche, quelle riempite, a volte malamente, e quelle ancora tutte da riempire, sperando che nel frattempo qualche auto non ci rimetta le sospensioni.

Insomma, alle porte dell’inverno la situazione di alcune strade in città sembra ancora lontana dal decoro. Vero è, come sostiene l’assessore ai Lavori Pubblici Alessio Saltarelli, che molte opere sono ancora da completare, sia per motivi finanziari (mancavano i fondi per interventi più incisivi) che per ragioni climatiche (bisogna attendere la primavera). Ma il risultato, come si può vedere nelle foto qui accanto, non è un bello spettacolo.

Tra i più accesi guardiani del decoro urbano c’è senz’altro Simone Paganoni, consigliere comunale della lista Bruni. Secondo Paganoni, sono un po’ troppi di lavori «provvisori» in giro per la città. Paganoni segnala in particolare i «lavori finiti e mal eseguiti in via Goethe oltre alla mancata messa in sicurezza del marciapiede di via Moroni nei lavori relativi alla zona 30 del quartiere San Tomaso, e “l’indecente” colata di asfalto che ha coperto parte del parcheggio di piazza Matteotti».

Pronta la replica di Saltarelli: «I lavori della zona 30 di San Tomaso non sono provvisori, ma definitivi – spiega –. Sono stati arretrati alcuni dissuasori dove la carreggiata era più stretta, installate le barriere sul marciapiede per evitare il parcheggio selvaggio fuori da scuola e il pericolo che al suono della campanella i bambini finiscano in mezzo alla strada. Chi sostiene che i lavori non sono terminati, solo perché non è stato allargato il marciapiede, esprime solo una personale e legittima opinione ma non la realtà. Si tratta di una convinzione in contrasto anche con quanto deciso dalla maggior parte dei cittadini del quartiere che hanno scelto il doppio senso di marcia che, naturalmente, impedisce l’allargamento del marciapiede. I lavori sono chiusi e nessuno ha mai parlato di provvisorietà».

Tutti i dettagli su L'Eco di Bergamo del 23 novembre

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