Mercoledì 30 Dicembre 2009

La lettera del Vescovo Beschi:
La gratitudine più forte del dolore

di mons. Francesco Beschi
Vescovo di Bergamo

Care sorelle, cari fratelli,
con profondo dolore annuncio la morte di monsignor Roberto Amadei, mio predecessore e vostro amato Vescovo per molti anni, sino agli inizi del 2009.
In questi mesi abbiamo assistito al progredire della sua malattia, alle prove severe a cui l'ha sottoposto, alla rapidità con cui si è sviluppata sino al momento finale. Il mio pensiero riconoscente si rivolge subito a tutti coloro che con affetto profondo, con premura instancabile e con particolare competenza gli sono stati vicini in questo tempo. Con altrettanta sollecitudine, desidero farmi partecipe del dolore di tutti, condividendo il mio; ricordo in modo particolare i suoi familiari, i collaboratori, le persone che ha avuto accanto in questi anni, i vescovi, i sacerdoti e i diaconi, le consacrate e i consacrati, i laici, uomini e donne, giovani e anziani, le istituzioni ecclesiali e pubbliche, l'intera comunità diocesana.

La sua vita ed il suo ministero troveranno altri spazi per essere ricordati: ora, nella sofferenza del distacco e nella speranza in Cristo Crocifisso e Risorto, vogliamo riconoscere il suo totale radicamento nella fede, nella storia, nella vita della comunità bergamasca. Il Santa Padre, dopo il primo servizio nella Diocesi di Savona-Noli, lo ha nominato Vescovo della Chiesa in cui è stato generato alla vita e alla fede cristiana, in cui è stato ordinato sacerdote, in cui ha svolto il suo ministero appassionato e sapiente: nel Seminario, a lui tanto caro, nel rapporto con i sacerdoti, con le parrocchie, le realtà ecclesiali, le istituzioni civili.

Nei confronti di tutti ha esercitato la sua paternità sacerdotale e apostolica, profondamente consapevole della missione che gli era stata affidata. Momenti culminanti del suo servizio attento e capillare, proprio per il radicamento in questa Chiesa, sono stati la Visita pastorale, vissuta con intensa dedizione e con una cura particolarissima ai malati, e la celebrazione del Sinodo diocesano, i cui esiti tracciano il cammino della nostra Chiesa negli anni che ci attendono.
Il dolore è grande, alimentato dalla rapidità del male che lo ha assalito, ma più grandi sono la gratitudine e la speranza.

Esprimiamo riconoscenza e benedizione per il dono che in lui abbiamo ricevuto, preghiera unanime perché il Signore gli accordi la pienezza della vita e della gioia in cui ha profondamente creduto, condivisione del dolore della nostra Chiesa, della comunità bergamasca, di tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato.
Il Signore doni a noi di raccogliere la testimonianza forte ed essenziale e l'eredità spirituale che ora, ancor più di prima, vogliamo riconoscere.
In questo momento, profondamente uniti.

e.roncalli

© riproduzione riservata