Lunedì 18 Gennaio 2010

Sala espositiva della Carrara
Palafrizzoni avanza a tappe forzate

Avanti a tappe forzate, con l’obiettivo di arrivare in aula a febbraio (probabilmente l’8): Palafrizzoni sta pestando sull’acceleratore per chiudere le due convenzioni relative alla nuova sala espositiva dell’Accademia Carrara, cadeau del Credito Bergamasco per il suo 120° compleanno.

La richiesta di chiudere il tutto entro i primi mesi dell’anno era stata una delle condizioni poste dall’istituto di credito al momento di rinnovare la propria disponibilità a realizzare una struttura museale per la città, dopo il flop della prima ipotesi, la sala ipogea: progetto finito nel cassetto a causa di difficoltà tecniche che hanno reso impossibile la consegna dell’area in un termine utile.

Palafrizzoni si è messo al lavoro pancia a terra, così come i progettisti dello studio di Attilio Gobbi, che alla fine della prossima settimana consegneranno il progetto definitivo della nuova sala espositiva. Sempre negli stessi giorni, il Comune incontrerà il Comitato (discretamente agguerrito) che si è costituito per la salvaguardia degli orti di San Tomaso, interessati dall’intervento.

Due le convenzioni fondamentali per la realizzazione dell’opera. Oltre a quella tra il Comune e il Creberg si aggiunge quella con i proprietari delle aree (l’immobiliare Passarella, di base a Torino) propedeutica a tutta l’operazione. In sostanza, il Pgt appena approvato consente la trasformazione dell’area delle ex Canossiane di via San Tomaso da scolastica a residenziale (con un po’ di terziario): in cambio di questa destinazione d’uso, il privato dovrebbe cedere aree standard al Comune, individuate negli 8.000 (e passa) metri quadri utili alla realizzazione della nuova struttura espositiva del Creberg e dell’ampliamento del Parco Suardi. In questo caso, i privati anticipano la cessione, così da permettere la realizzazione dell’intervento.

La seconda convenzione è tecnicamente una novazione (l’estinzione del vincolo obbligatorio originario e la sua concorrente sostituzione con un diverso vincolo obbligatorio) di quella sottoscritta nel settembre 2008 da Palafrizzoni e Credito Bergamasco relativa alla sala ipogea. Di fatto l’atto conclusivo di questa vicenda: l’istituto di credito (tecnicamente la Fondazione Creberg) ci aveva messo 5 milioni su quel progetto: dedotte le spese comunque sostenute ne sono rimasti 4,5, sufficienti a realizzare la nuova opera, che dovrà essere pronta per il 120° genetliaco, in calendario per il 2011.
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k.manenti

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