Martedì 19 Gennaio 2010

Autistici, in San Colombano
il Centro socio educativo

E' stata inaugurato martedì mattina il Centro socio educativo a favore delle persone con autismo, in via San Colombano 2 all'angolo con via Alcalini. Numerose autorità e tantissime famiglie hanno accolto con entusiasmo questa nuova realtà all'interno dei diversi servizi che il Comune di Bergamo ha attivato a favore delle persone disabili.

«Da parte nostra c'è piena condivisione per questo progetto - ha dichiarato all'inizio della cerimonia, il sindaco Franco Tentorio -. I Servizi Sociali sono un settore di grande rilievo dove, è un dato di fatto, la precedente amministrazione si è impegnata molto. Vogliamo dare continuità a quanto già fatto con lo stesso spirito attraverso un forte impegno politico e la massima professionalità. Nel cuore ho grande gioia perché oggi si consolida sempre di più la realtà di un importante luogo d'incontro pensato per uomini e donne giovani che hanno bisogno di assistenza».

«Il cammino non sarà breve - ha aggiunto Leonio Callioni assessore alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo affiancato da Danilo Minuti assessore alle Politiche Giovanili -. Questo progetto nasce in una comunità molto sensibile. Credo che Bergamo, oggi, possa essere ancora di più orgogliosa di ciò che rappresenta. In termini di sensibilità e impegno sociale è una punta di diamante in Europa e nel mondo».

Paola Morandini, responsabile dell'Area Sociale dell'Istituzione per i Servizi alla Persona, ripercorre tutte le tappe che hanno portato all'apertura del centro, nella seconda settimana di settembre 2009, fino a questa inaugurazione ufficiale: «Tutto è partito tanti anni fa - ha raccontato soddisfatta - grazie ad un percorso condiviso inizialmente con la scuola che poi, con il tempo, ha portato con sé altri soggetti e partner che, in piena collaborazione con noi, hanno reso possibile questa nuova realtà per la città di Bergamo. Si tratta di un servizio diurno che accoglie i ragazzi disabili che hanno concluso il percorso scolastico. A loro è offerta la possibilità di procedere nel percorso di vita attraverso il lavoro e le attività svolte con gli operatori integrandosi anche con il territorio. Questa iniziativa si è resa possibile grazie alla vicinanza delle istituzioni alle famiglie, ai disabili, e agli operatori ed è un servizio di grande importanza per i cittadini».

Un genitore ha preso parola anche per ricordare l'impegno e i meriti di mons. Amadei: «Era stato qui quando questo progetto si trovava ancora all'inizio - racconta commosso -. Ci teneva tanto e si è sempre adoperato perché questo luogo d'amore diventasse una certezza. Sono sempre più convinto che nel volto dei nostri giovani vedeva il volto di Cristo».

a.ceresoli

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