Giovedì 21 Gennaio 2010

Dipendenti pubblici in malattia
Albino -41,5%, Romano +50%

In un anno il Comune di Albino ha diminuito del 41,5% le assenze per malattia dei suoi dipendenti. Spetta all'amministrazione guidata da Luca Carrara il record orobico nelle rilevazioni effettuate dal Ministero per la Pubblica amministrazione che mettono a confronto i dati del dicembre 2008 e 2009.

Il rapporto ha tenuto in considerazione solo le amministrazioni con più di 50 dipendenti, comprese Asl e Aziende ospedaliere. Per quanto riguarda la Lombardia, il primato spetta al Comune di Cermenate, che ha visto diminuire le assenze per malattia del 94,1%.

In territorio bergamasco, dopo Albino, c'è il Comune di Seriate con un -19,7% di assenze, il Comune di Osio Sotto con -13,6 e l'Azienda ospedaliera Bolognini di Seriate con -6,5%. E qui finisce l'elenco di chi ha recuperato rispetto all'anno scorso. Ci sono poi amministrazioni pubbliche un po' meno «virtuose», che nonostante la «cura Brunetta» hanno visto aumentare le assenze per malattia dei dipendenti: al primo posto il Comune di Romano di Lombardia, dove c'è stato un aumento del 50%.

Scendendo nella classifica, a Calolziocorte le assenze sono aumentate del 45%, mentre all'azienda ospedaliera di Treviglio del 39,3%. L'azienda ospedaliera Ospedali Riuniti di Bergamo registra un +24,1%, a breve distanza dal Comune di Trezzo d'Adda (+23,3%). Il Comune di Caravaggio segna un +21,2%, il Comune di Bergamo +11,3% e l'Asl della provincia di Bergamo +10,4%. La Provincia di Bergamo chiude l'elenco delle bergamasche con un +1,6%.

La maglia nera della Lombardia va al Comune di Gussago in cui le assenze per malattia sono aumentate in un anno del 94,7%. La Regione Lombardia le ha invece diminuite dell'1,4%.

I dati sono stati resi noti giovedì 21 gennaio dal Ministro Renato Brunetta. Il monitoraggio, realizzato in collaborazione con l’Istat, si riferisce alle amministrazioni pubbliche (ad esclusione dei comparti scuola, università, pubblica sicurezza e vigili del fuoco) ed evidenzia come, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, vi sia stato un incremento o un decremento delle assenze per malattia.

Nel complesso, il dato nazionale segna un aumento dell'8,6 %. Tenendo conto del diverso andamento del picco influenzale tra il 2008 e il 2009, le assenze sono quindi aumentate di circa il 6%. Questo dato segnala l’inversione di tendenza delle assenze per malattia dopo i forti incrementi registrati, a partire dal mese di agosto, in concomitanza del decreto sulle fasce orarie di reperibilità. Se confrontiamo la situazione tra giugno-dicembre 2009 e gli stessi mesi del 2007 (quando la Legge 133/2008 non era in vigore) si registra comunque una riduzione del 29,8% delle assenze per malattia pro-capite.

Gli interventi legislativi in materia hanno infatti comportato sin dall’estate 2008 una notevole riduzione dei giorni di assenza per malattia. Nel primo anno di applicazione, la Legge 133/2008 ha ridotto le assenze per malattia in media del 38%; tra agosto e novembre 2009 si sono registrate variazioni positive rilevanti rispetto allo stesso periodo del 2008, quando ci si attendeva un assestamento. I fenomeni epidemiologici spiegano solo in misura limitata questi andamenti, mentre il ripristino di fasce di reperibilità per le visite mediche di controllo meno stringenti (4 ore rispetto alle 9 precedenti) può aver agito sulla propensione ai comportamenti opportunistici.

A dicembre 2009 - dopo l’annuncio e la firma del decreto nel quale vengono indicate nuove fasce di reperibilità più vincolanti (9.00-13.00 e 15.00-18.00) - i giorni di assenza per malattia sono ritornati sui livelli raggiunti a dicembre 2008, quando si era registrata una riduzione del 37%.

k.manenti

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