Domenica 24 Gennaio 2010

Agricoltura, prima festa a Urgnano
«Meno limiti e più innovazione»

Togliere dagli strumenti di pianificazione del territorio le troppe limitazioni che rendono difficile lo sviluppo di un’agricoltura innovativa e di qualità, e dare pari dignità, nei tavoli di discussione, alle organizzazioni che rappresentano gli imprenditori agricoli e che spesso vengono considerate secondarie rispetto ad altre forze di categoria.

È quanto chiedono alla pubblica amministrazione, i rappresentanti provinciali di Confagricoltura - Unione Agricoltori Bergamo, Cia e Copagri (tre delle quattro associazioni del settore) - che ieri,  domenica, alla Basella di Urgnano hanno preso parte alla prima «Festa dell’agricoltura», organizzata dalla società di consulenza alle imprese agricole «Agriopere snc»; presenti il direttore di Confagricoltura Aldo Marcassoli e i presidenti di Cia, Piero Bonalumi, e Copagri, Piersilvano Borella.

Se al mattino la folla ha potuto degustare salumi, formaggi, vino, miele e altri prodotti tipici negli stand allestiti sul piazzale, nel pomeriggio è proseguito con un convegno sui rapporti tra pianificazione del territorio ed esigenze del settore agricolo, a quattro anni dall’entrata in vigore della legge regionale del 2005, in collaborazione col centro studi sulla pubblica amministrazione «De iure publico» e al quale è intervenuto anche il presidente della Provincia Ettore Pirovano.

«Il futuro del nostro settore - spiega Marcassoli - è legato al mantenimento di un’agricoltura produttiva, quindi moderna e in grado di competere, superando quella visione ingessata e ormai anacronistica che purtroppo è diffusa anche tra gli enti pubblici: si mettono troppi limiti e troppi paletti in nome di una presunta tutela dell’assetto naturale del nostro territorio, non accorgendoci che l’azione dell’uomo lo ha già profondamente modificato. Nella nostra regione assistiamo già ad un consumo sempre maggiore del suolo agricolo per fini edificatori, ma poi si ostacola la possibilità al settore agricolo di realizzare quelle strutture che servono alla produttività, penso a nuove stalle o a impianti biomasse».

Bonalumi, ha aggiunto come anche le grandi infrastrutture, tra cui la Brebemi e la Tav, al di là della loro utilità e necessità, avranno un forte impatto sull’equilibrio del comparto.

Maggiori dettagli su L'Eco di Bergamo del 25 gennaio

r.clemente

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