Lunedì 25 Gennaio 2010

L'invito del vescovo ai giornalisti:
comunicare la realtà e il suo significato

Essere giornalista oggi significa raccontare ciò che si vede in prima persona e riportare le testimonianze di altri: un lavoro non facile, soprattutto perchè «il testimone è un uomo che ha bisogno di luce», così come ha bisogno di «avere uno sguardo puro per trasmettere correttamente e in modo trasparente il messaggio». E «la trasparenza del messaggio permette di cogliere, dentro il messaggio stesso, le parole di umanità e la stessa parola di Dio».

Queste le parole che il vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi, ha rivolto lunedì mattina ai giornalisti durante la Messa per la commemorazione di San Francesco di Sales, patrono della categoria, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Una Messa cui hanno preso parte non soltanto molti giornalisti, ma anche tanti fedeli che hanno ascoltato le parole del vescovo rivolte a tutti i rappresentanti del mondo dell'informazione.

«Esistono due condizioni del testimone - ha detto il Vescovo nell'omelia, commentando il brano del Vangelo che rievoca la conversione di San Paolo sulla via per Damasco -: il testimone primario, colui che vive direttamente l'esperienza di cui darà testimonianza, coinvolto in prima persona in ciò di cui diventerà testimone attraverso le parole. Mentre racconta ciò che ha visto, toccato, sperimentato, racconta qualcosa di sè. C'è poi il testimone secondario, colui che raccoglie la testimonianza di un altro. Così i cristiani di oggi sono testimoni secondari: l'esperienza personale di Cristo passa inevitabilmente per la testimonianza di altri. Paolo riceve queste parole dal Signore: "Mi sarai testimone davanti agli uomini di ciò che hai visto e udito".

Voi giornalisti siete testimoni di fatti, incontri, persone, di altro rispetto a voi. E il testimone è un uomo che ha bisogno di luce. Che il Signore vi conceda il dono della vista, che possiate tornare a vedere. Non solo la luce della conoscenza, ma la visione complessiva che sta dentro di voi, decisiva come il fatto che testimonierete. La vista deve essere purificata, limpida. Tutti abbiamo bisogno di purificazione. La trasparenza del messaggio permette di cogliere dentro il messaggio le parole di umanità e la stessa parola di Dio».
Ecco perché è necessario «non solo comunicare la realtà ma il suo profondo significato»

«San Francesco di Sales - ha concluso il vescovo - è un uomo di sensibilità nei confronti della vocazione laicale che è ancora di grandissima attualità. Preghiamo perchè la vostra vita e la vostra professione siano ricche di soddisfazioni per il fatto di essere testimoni di altro rispetto a voi, perchè siate nutriti di luce che illumina il vostro sguardo e il vostro sguardo purificato vi permetta di comunicare la realtà e il suo profondo significato».

k.manenti

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