Ora ha finito di esultare:
14 mesi al clonatore di bancomat

Ora ha finito di esultare: 14 mesi al clonatore di bancomat
Era stato filmato mentre esultava dopo gli incassi, ma l'ultimo prelievo a Ponteranica, nell'agosto scorso, gli era costato con l'arresto. E così B. M. - il trentaseienne romeno senza fissa dimora che nel corso del 2009 aveva clonato ben 82 bancomat appartenenti ad altrettante persone, impossessandosi illecitamente di oltre 60 mila euro - mercoledì è finito a processo, conclusosi con la condanna a un anno e due mesi, senza condizionale e con la revoca dei benefici di legge: l'uomo, dunque, resta in carcere.

A permettere ai carabinieri di arrestarlo erano stati gli impiegati della banca, che avevano dato l'allarme, insospettiti da quella raffica di prelievi consecutivi effettuati al bancomat da un uomo sospetto. I militari erano intervenuti e subito e avevano trovato l'individuo ancora allo sportello, intento a incassare denaro altrui con una serie di tessere clonate.

L'arresto in flagranza era scattato al bancomat della filiale della banca Intesa San Paolo di Ponteranica. I carabinieri della compagnia di Zogno, competenti per territorio, erano intervenuti su segnalazione dei bancari, che avevano chiamato il 112 insospettiti dai numerosi prelievi bancomat consecutivi da parte di un individuo sconosciuto.

Quando i militari erano intervenuti, avevano scoperto e bloccato il romeno. Era intento - secondo le accuse - a prelevare il denaro altrui, utilizzando undici tessere con banda magnetica (si serviva di tessere di una videoteca, riadattate con i codici dei bancomat clonati).

Le telecamere a circuito chiuso della banca lo avevano filmato in azione e i carabinieri avevano notato che l'uomo, dopo i prelievi illeciti, esultava platealmente, soddisfatto per il buon funzionamento delle tessere clonate. Secondo gli inquirenti, effettuava prelievi a raffica, incassando il massimo importo giornaliero disponibile per ogni tessera.

Dopo aver sequestrato le undici tessere di cui era stato trovato in possesso, i carabinieri avevano svolto ulteriori indagini, durate tre settimane, in cui avevano scoperto che erano 82 in totale le vittime della frode. Si trattava di clienti di vari istituti bancari, ma non bergamaschi.

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