Processo Kristel: solo Romano
va in aula, ma nega e ritratta

Processo Kristel: solo Romano va in aula, ma nega e ritratta
Un imputato non si presenta in aula, l'altro ritratta e nega tutto. È accaduto al processo per la morte di Kristel Marcarini, la diciannovenne di Clusone, promessa dello sci bergamasco, morta dopo aver assunto ecstasy in discoteca. Maurizio Piazza di Olginate, accusato di aver spacciato la pillola letale (spaccio di droga e morte in conseguenza di altro reato sono le contestazioni a suo carico), avrebbe dovuto prendere la parola ed essere interrogato, ma in aula non si è presentato.

Antonino Romano di Calolziocorte, che secondo l'accusa avrebbe assistito allo spaccio, questa mattina al processo invece ha sostenuto di non aver mai spacciato, neppure quella sera al Fluid, e che le uniche volte che ha acquistato droga lo ha fatto solo per uso personale.

Incalzato dal giudice - che gli ha ricordato come, quando fu arrestato, lui stesso avesse detto ai carabinieri di aver ricevuto da Piazza 50 pastiglie per le quali avrebbe consegnato 150 euro una volta vendute - Romano ha sostenuto di non aver mai spacciato, né lui, né Piazza.

E allora gli è stato chiesto perché abbia raccontato quella storia ai carabinieri. L'imputato ha risposto dicendo di essere figlio di un carabiniere, e che quindi sapeva che per essere rilasciato doveva dire qualcosa.

Ma è una calunnia, gli è stato fatto notare. E Romano allora ha detto di aver detto il falso pur di potersene andare via. Aggiungendo anche il fatto che non conosceva Kristel e la sua amica.

L'esperto: Kristel è morta per l'ecstasy
In aula è intervenuto anche il consulente del pubblico ministero, il prof. Mario Restori dell'Istituto di Medicina legale di Brescia. Nella sua deposizione ha sostenuto che la morte di Kristel è stata causata da un edema cerebrale massivo dovuto all'assunzione di ecstasy. La giovane - secondo l'esperto - non soffriva di patologie naturali che ne avrebbero potuto causare la morte. Inoltre il prof. Restori ha escluso responsabilità dei medici che hanno assistito la 19enne dopo che si è sentita male.

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